Mascherine Ffp2 obbligatorie o meglio le chirurgiche? Andreoni: «Ecco quando vanno indossate»

Mascherine Ffp2 obbligatorie o meglio le chirurgiche? Andreoni: «Ecco quando vanno indossate»
di Graziella Melina
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Mercoledì 20 Gennaio 2021, 09:47 - Ultimo aggiornamento: 09:49

In Germania si tenta di frenare il virus con le mascherine ffp2. Il governo di Berlino ha infatti deciso di renderle obbligatorie nei negozi e nei trasporti pubblici. Oltre 34 milioni di cittadini vulnerabili, ha fatto sapere il ministro della Salute Jens Spahn, potranno ritirarle nelle farmacie di tutto il Paese. In Italia, per il momento, questa misura non è stata ipotizzata. E tra gli esperti c'è chi, come Massimo Andreoni, direttore di malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), ritiene che «non sia un'esigenza così rilevante. La normale mascherina chirurgica - spiega - si è dimostrata efficace seppure in termini generali abbia un potere di filtrazione leggermente ridotto».

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Ma se la ffp2 protegge di più perché ritiene che siano sufficienti quelle chirurgiche?
«Ci sono studi scientifici che dimostrano che le ffp2 sono più filtranti rispetto alle mascherine chirurgiche, ma questo riguarda condizioni particolari, ossia ambienti in cui esiste una saturazione di virus molto alta. Mi riferisco in particolare a luoghi come gli ospedali, oppure laddove si entri in zone molto ristrette in cui si pensa di dover rimanere a lungo e si sa che ci sono malati certi infettati che vi soggiornano. In quel caso, si ritiene più opportuno utilizzare l'ffp2 perché dà maggiore garanzia di sicurezza».

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Indossarla su un autobus o sui treni non potrebbe far stare più tranquilli?
«La probabilità che nell'autobus esista un soggetto positivo è modesta, l'apertura e la chiusura delle porte determinano inoltre un continuo ricambio d'aria. Nei treni, normalmente, c'è un sistema di areazione. Non dimentichiamo poi che la mascherina ffp2 ha una sopportazione da parte dell'utente che è inferiore rispetto a quella chirurgica. Si rischia che quando uno la utilizza, poi prova continuamente a spostarla per respirare con maggior facilità».


E se si indossano due mascherine chirurgiche ci si protegge di più?
«Questa misura non ha alcun senso. Ribadisco, la singola mascherina chirurgica offre una quantità di filtrazione sufficiente per bloccare l'ingresso del virus in condizioni ambientali abituali. Si pensi che le mascherine ffp2 o anche la ffp3 vengono utilizzate in concentrazioni di areosol elevatissime, per esempio nelle terapie intensive. Ma se ci si trova in un sistema in cui la concentrazione è a bassi livelli, e tutti usano la mascherina, quindi per esempio sugli autobus o nei treni, basta indossare quella chirurgica».


Spesso però si scelgono le chirurgiche anche perché costano meno.
«Certo, anche il costo va tenuto presente. Tutte queste mascherine sono monouso. Chiunque la deve indossare tutti i giorni preferisce spendere alcuni centesimi per quella chirurgica piuttosto che alcuni euro per la ffp2 che in genere ha un costo 5-10 volte superiore. Va a finire però che, invece di cambiarla come si dovrebbe, la si usa dieci giorni consecutivi, e così il livello di protezione è molto basso. Non dimentichiamo che se la richiesta di ffp2 fosse massiccia, dovremmo fare i conti con un prodotto che è sicuramente meno disponibile rispetto alla chirurgica».


Ma allora perché secondo lei in Germania ne hanno imposto l'uso?
«Credo che sia una dimostrazione della difficoltà che stanno vivendo in questo momento in termini epidemiologici. Più c'è pressione per le condizioni epidemiche, più in genere si tende a fare scelte che servono anche a mandare un segnale della gravità della situazione».


E in Italia?
«Dobbiamo assolutamente continuare a indossare la mascherina, e a farlo correttamente. Significa per esempio che non bisogna mai portarla sul mento. E poi occorre mantenere le misure di precauzione, quindi stare attenti al distanziamento e lavare spesso le mani. Sono raccomandazioni che abbiamo indicato fin dall'inizio della pandemia e in tutto il mondo si sono mostrate efficaci».

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