Processo a Tap, l'8 maggio la prima udienza. La Regione: «Chiederemo alla multinazionale un risarcimento miliardario»

Mercoledì 8 Gennaio 2020
«Chiederemo a Tap un risarcimento miliardario per il danno d'immagine causato alla Puglia con la costruzione del gasdotto a Melendugno, la cui procedura di localizzazione oggi viene dichiarata illegittima dalla Procura di Lecce»: lo ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano, commentando il decreto di citazione diretta a giudizio notificato ieri dalla Procura di Lecce ai 19 imputati nel processo che si aprirà l'8 maggio prossimo.

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A giudizio i vertici della multinazionale, a partire dal country manager Michele Elia, di Saipem e di diverse imprese salentine coinvolte nel cantiere per la realizzazione del gasdotto. In caso di condanna, dunque, Emiliano annuncia una richiesta di risarcimento miliardaria: la Regione si è costituita parte civile nel giudizio, insieme al ministero dell'Ambiente e a numerosi sindaci del Salento, in testa Marco Potì, primo cittadino di Melendugno. La procura contesta la costruzione dell'infrastruttura in difformità dalle prescrizioni della Via, in violazione dei vincoli paesaggistici e con la contaminazione della falda acquifera.
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