Rinnovabili, troppi stop: si fa largo l'idea di un commissario per la Puglia

Sabato 16 Aprile 2022 di Oronzo MARTUCCI

Rinnovabili, oltre 400 progetti bloccati in Regione: il Governo pensa alla nomina di un commissario per accelerare gli iter autorizzativi e scrivere una pagina nuova allo sviluppo energetico del Sud e della Puglia. Come già accaduto per alcune opere finanziate con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’esecutivo Draghi sta valutando infatti anche la possibilità di nominare commissari regionali per accelerare il percorso di Transizione ecologica e la produzione di energia da fonti alternative. Le norme per aiutare un percorso di semplificazione delle procedure potrebbero essere varate subito dopo Pasqua, anche per assecondare sollecitazioni che arrivano dagli imprenditori e dalle amministrazioni locali. L’anticipazione a proposito del decreto in arrivo è stata pubblicata sul Sole24Ore, secondo il quale l’intenzione del ministero sarebbe quella di estendere il “modello Genova” - ovvero la strategia adottata per la ricostruzione del ponte Morandi - anche in ambito energetico. 

Il blocco delle autorizzazioni

La nomina di un commissario non potrà che riguardare anche la Puglia, dove da tempo vi è un blocco pressoché assoluto delle autorizzazioni per l’avvio di impianti eolici e fotovoltaici a causa di interpretazioni normative non sempre uniformi da parte degli Uffici all’Ambiente e al Paesaggio coinvolti nell’iter. Lo scorso settembre, in Commissione, emerse che almeno 400 autorizzazioni erano ferme in Puglia presso gli uffici della Regione. E l’ipotesi commissariamento ha fatto capolino ieri mattina durante un confronto interno al gruppo del Partito democratico sul futuro del gas in Puglia, confronto al quale ha preso parte anche il presidente della Regione Michele Emiliano.
Mauro D’Attis, deputato e commissario regionale pugliese del partito di Silvio Berlusconi, ha sottolineato ieri che «Forza Italia ha sostenuto in tutti i provvedimenti la semplificazione amministrativa per la realizzazione delle opere e lo sblocco delle autorizzazioni per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili. È evidente che il provvedimento allo studio, che prevede anche la nomina di commissari di governo per gli impianti energetici, va in questo senso e Forza Italia lo sosterrà». D’Attis ha aggiunto che «tale decisione non serve a mortificare le prerogative locali, ma questo Paese deve uscire dal blocco in cui si trova. Troppi no hanno determinato la situazione in cui ci troviamo e non possiamo più permetterci di dire una cosa e farne un’altra. Siamo tutti per la decarbonizzazione, ma chi dice questo non può dire no agli impianti da fonti alternative perché significa bloccare il Paese, non il singolo intervento».
 Sempre da Forza Italia è intervenuto il senatore Luigi Vitali, spiegando che «la Puglia avrebbe un enorme beneficio dalla nomina di commissari. Quando il livello politico un po’ per pigrizia e un po’ perché condizionato da spinte elettoralistiche è incapace di rispondere tempestivamente alle richieste imprenditoriali, solo l’intervento dello Stato può sbrogliare gli intoppi un po’ politici e un po’ burocratici. Se non si fosse fatta questa scelta per Genova staremmo ancora parlare di ricostruzione del ponte.  Anche per l’utilizzo delle navi rigassificatore bisogna evitare il balletto dei no». Il senatore azzurro originario di Francavilla Fontana  ha ricordato che «per  anni abbiamo subito l’inquinamento da fonti fossili, come è evidente a Brindisi con Enel e a Taranto con il siderurgico, e abbiamo invocato e auspicato una inversione di tendenza che portasse alle rinnovabili nel solco della compatibilità ambientale. Anche il mondo industriale ha recepito la necessità di proporre investimenti nel settore, ma pastoie burocratiche impediscono tali iniziative. Ecco perché non posso che condividere l’ipotesi di commissari che aiutino le Regioni a superare le difficoltà emerse sinora, in particolar modo in Puglia».

«Si sceglie di non scegliere»

Fabiano Amati, consigliere regionale Dem e presidente della prima Commissione Bilancio e Programmazione: «Sul programma delle rinnovabili si prospetta il commissariamento di tutte le funzioni e il nostro tergiversare non ci farà ottenere alcun vantaggio in più. Lavarsi le mani non è una politica, ma un atto di masochismo, in questo caso con una contabilità amara perché si tratta di investimenti compatibili con l’ambiente, di sicura prosperità e finalizzati alla pace. In Puglia si sceglie di non scegliere in ogni procedimento in cui c’è da esprime un parere o adottare un provvedimento. Abbiamo decine di pratiche per fotovoltaico, eolico e biomasse, per una capacità di 15GW, ma tutto è fermo e nessuno si adopera a chiedere la modifica delle norme del Piano paesaggistico che appaiono ostative. Su questo punto, anzi - ha insistito il consigliere - si sentono alternative infondate e diversive, come il fotovoltaico limitato ai tetti e alle aree inquinate, ignorando che se pure si seguisse tale ricetta nella totalità della superficie disponibile non si raggiungerebbe nemmeno un terzo della capacità richiesta come obiettivo al 2026, senza mettere in contabilità l’idrogeno e la riconversione a idrogeno di fabbriche come Ilva». A giorni, dunque, potrebbe arrivare la svolta attesa, anche dagli ambientalisti.

 

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