Terna investe fra i trulli: un elettrodotto di 20 km «Dialogo con il territorio»

Terna investe fra i trulli: un elettrodotto di 20 km «Dialogo con il territorio»
di Domenico DICARLO
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Giovedì 14 Aprile 2022, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 08:19

Un intervento storico per il quale non mancano già da ora le polemiche. Un elettrodotto di 20 km, per iniziare, e che rivedrà totalmente il sistema di trasmissione dell'energia sul territorio. Per capirne di più, abbiamo contattato la Terna Rete Italia, che gestisce la rete di trasmissione nazionale italiana con 74.723 km di linee elettriche in alta tensione. L'azienda ci spiega nel dettaglio il progetto relativo ai Comuni di Noci, Alberobello, Martina, Mottola e, a seguire, anche Putignano.

I dettagli del progetto

«L'elettrodotto 150 kV misto aereo/cavo tra Martina Franca (Ta) e Noci - ci spiegano i responsabili della comunicazione dell'azienda leader del settore in Italia- è inserito nel Piano di sviluppo della rete di trasmissione nazionale di Terna, ed è stato pianificato dalla società che gestisce la rete elettrica nazionale per incrementare la magliatura della rete nell'area aumentare la sicurezza del servizio di trasmissione dell'energia. Infatti, la zona è caratterizzata dalla presenza di numerose cabine primarie, che rischiano di essere eccessivamente impegnate, senza soddisfare in modo adeguato il fabbisogno energetico della dorsale adriatica».

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Le specifiche tecniche


Un elettrodotto che consentirà di soddisfare le richieste di tutta la dorsale adriatica, dunque. Ma in cosa consiste tecnicamente l'intervento? I responsabili della Terna ci spiegano: «L'intervento di Terna, che coinvolge i comuni di Martina Franca e Mottola in provincia di Taranto, e i comuni di Alberobello e Noci in provincia di Bari, prevede nell'attuale configurazione la realizzazione di un elettrodotto di circa 20 km, di cui 13 km in aereo e 7 km in cavo completamente interrato. Al termine dei lavori, Terna provvederà alla demolizione della linea Martina Franca-Putignano, smantellando circa 29 km di rete aerea per un totale di ben 120 sostegni, liberando così ettari di territorio in una zona densamente abitata. L'elettrodotto ci spiegano ancora i responsabili dell'azienda- si svilupperà, per la parte aerea, in aree agricole (seminativi, pascoli, uliveti e frutteti e sistemi colturali boschivi) mentre la tratta in cavo interrato seguirà la viabilità ordinaria del comune di Martina Franca fino alla cabina primaria 150/20kV Martina Franca di proprietà e-Distribuzione».
Per il momento, non è ancora chiaro se e soprattutto quando avrà inizio l'intervento: «Attualmente l'opera è in attesa della Valutazione di Impatto Ambientale, uno degli step necessari nell'arco dell'iter autorizzativo di un'opera». Dopo la Via, dunque, si potrà sapere qualcosa in più in merito alle tempistiche. Ma i responsabili dell'azienda, seppur con grande cautela e rispetto, aprono anche al dialogo con le associazioni ed i comitati che hanno contestato l'intervento per il rischio di devastazione ambientale.

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I responsabili della Terna aggiungono: «In merito alle recenti osservazioni pervenute da associazioni ambientaliste e comitati, Terna conferma la disponibilità al dialogo e al confronto con le parti interessate, per individuare le migliori soluzioni per il territorio». Non è da escludere, dunque, che il mega progetto dell'elettrodotto possa essere rivisto. La filiera del sistema elettrico nazionale si articola in quattro segmenti: produzione, trasmissione, distribuzione e vendita di energia elettrica. Le principali attività regolate dal gruppo sono la trasmissione e il dispacciamento dell'elettricità in Italia: Terna occupa il segmento fondamentale della trasmissione con un ruolo di Tso e Iso, in regime di monopolio e sulla base di concessione governativa.
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