Pd primo, flop della Lega e del M5S: tutti i voti raccolti dai partiti in campo - I DATI DEFINITIVI

Martedì 22 Settembre 2020
Macigno sul centrodestra e flop della Lega in Puglia. Pd a valanga nel centrosinistra. E la squadra di Emiliano, con le tante civiche, che chiude la partita al 46.77%: lo spoglio è concluso, salvo che per una manciata di sezioni nelle circoscrizioni di Bari e della Bat. 
Prestazione deludente, ancora, per il Movimento 5 Stelle a trazione Laricchia: i pentastellati del no all'accordo con Emiliano arriva appena all'11.11%. E il renziano Scalfarotto si ferma a quota 1.60%.

Sul fronte del riparto dei seggi, invece, la nuova maggioranza del governatore Emiliano porterà a casa, probabilmente, 29 poltrone in Consiglio regionale, di cui 15 al Pd, 5 ai Popolari, 6 a Con e 3 a Senso civico. Quelle che spettano al centrodestra di Raffaele Fitto saranno, invece, 15: 5 a Fratelli d'Italia, 3 alla Lega, 4 a Forza Italia e 3 a Puglia Domani. Il Movimento Cinque Stelle, infine, dovrebbe riuscire a strappare tra i 4 e i 6 seggi in tutta la regione.

A confermarsi primo partito di Puglia, oggi come cinque anni fa, è il Pd. Se a maggio del 2015 i Dem pugliesi chiusero la partita delle regionali con il 19,80% delle preferenze e 13 seggi in Consiglio, a cinque anni di distanza i dati che arrivano dalla metà delle sezioni scrutinate confermano la leadership dei Democratici con il 17.25% delle preferenze. Seguono le tre civiche dell'uscente e riconfermato governatore di Puglia: Con Emiliano (6,6%), Popolari con Emiliano (5,95%), Senso Civico (4,16%). Emiliano sindaco di Puglia si ferma, invece, al 2.60%; Italia in Comune (3,85%), Puglia Solidale e Verde (3,80%).

Il governatore prende più preferenze delle sue liste messe insieme (45,31%) attestandosi dunque al 46,77%.

Sul fronte del centrodestra, invece, il risultato incassato dalla compagine a cinque del candidato presidente Fitto che supera la peggiore delle aspettative. Lo stacco tra Emiliano e l'eurodeputato di Maglie si attesta a circa 7 punti percentuali, con il centrodestra fermo a quota 38.95%. Ma sin dalle prime proiezioni, e man mano che lo spoglio nelle 4.026 sezioni pugliesi è andato avanti, il divario è andato consolidandosi, sino a restituire una fotografia sempre più nitida del fallimento complessivo della cabina di regia del centrodestra. E neppure il derby tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni, fratelli coltelli di queste elezioni regionali, è servito a trascinare la coalizione e il suo candidato. Il centrodestra unito in Puglia non è riuscito a sfondare la soglia del 40%.

A vincere la sfida interna al centrodestra, tuttavia è stato il partito della Meloni. Dal 2,45% delle scorse elezioni quando Fratelli d'Italia scese in campo a sostegno dell'allora candidato presidente Francesco Schittulli, il partito di Giorgia Meloni passa al 12.63%. Tonfo della Lega in Puglia, invece. Il partito di Salvini, nonostante la presenza costante del suo leader su tutto il territorio regionale soprattutto nelle ultime settimane di campagna elettorale, deve accontentarsi del 9.58% delle preferenze. Segue Forza Italia, con una posizione invariata rispetto alle regionali del 2015 e circa il 8,92% delle preferenze. Nessun exploit neppure per la Puglia domani, la civica di Fitto che lo scrutinio finale dei voti dà all'8.43% delle preferenze.

Risultato deludente per i pentastellati della candidata presidente Antonella Laricchia. I 5 Stelle alle scorse regionali erano stati la seconda formazione politica di Puglia, dopo il Pd. E avevano chiuso la partita con il 17,9% delle preferenze e 6 seggi in Consiglio regionale. A cinque anni di distanza, però, nonostante a guidare la lista ci fosse sempre Laricchia la percentuale di preferenze alle urne si è quasi dimezzata. La linea dura portata avanti in Puglia dalla candidata presidente e dalla senatrice Barbara Lezzi contro l'accordo con Emiliano - intesa Pd-M5S caldeggiata dallo stesso premier Conte e dai vertici nazionali del movimento - non ha prodotto i risultati sperati. E i pentastellati si fermano a 9,85%, mentre la candidata presidente - che aveva anche una civica a sostenerla, Puglia Futura, Laricchia presidente (0,59%) - ottiene l'11,11 % delle preferenze. 

Risultato sotto le aspettative anche per Italia Viva e Ivan Scalfarotto. La compagine a 3 liste messa in campo dai renziani, con il sostegno di Azione di Carlo Calenda e +Europa di Benedetto Della Vedova, per tirare la volata al sottosegretario agli Affari esteri e insidiare il governatore uscente, non ha dato l'esito sperato. Anzi. L'1.60% certificato si rivela più che deludente tanto sul fronte politico, quanto soprattutto sul versante della battaglia sul campo a Emiliano, con Italia Viva di Renzi che incassa l'1,08%. Ultimo aggiornamento: 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA