Lidi, i parlamentari al presidente del Tar: «Non siamo incompetenti». Si accende il dibattito

Lidi, i parlamentari al presidente del Tar: «Non siamo incompetenti». Si accende il dibattito
di Roberta GRASSI
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Martedì 24 Maggio 2022, 05:00

«Non mi sento offeso dalle parole del presidente Pasca, non potrei, considerato che appartengo a quella schiera di politici che hanno lavorato». Commenta così, il senatore leccese della Lega, Roberto Marti, che ha anche ribadito: «La nostra posizione è molto nota», specificando che non c’è nessuna intenzione di bloccare il ddl Concorrenza, ma più «nel merito» si vuole arrivare a una soluzione che tenga conto anche delle istanze della categoria dei balneari
Il tema è caldo. E nel tema, sul versante più “giuridico” si sono inserite ieri le opinioni del presidente del Tar di Lecce, Antonio Pasca, che ha sottolineato l’inutilità di un termine così ristretto per le proroghe delle concessioni balneari e ha anche specificato che la Bolkestein avrebbe potuto essere attuata in modo intelligente: «Mi sembra assurdo che il governo voglia porre la fiducia sull’emendamento. È una cosa pazzesca - aveva dichiarato, rispondendo a una domanda - se pensa che proprio il 25 maggio sarà in discussione il ricorso dei parlamentari di Fratelli d’Italia sul conflitto di attribuzione (partendo dal presupposto che la sentenza del Consiglio di Stato abbia invaso i poteri e le prerogative del Parlamento, ndr). Peraltro, oltre alla contraddizione logica sull’esecutività della direttiva Bolkestein, rispetto alla quale noi riteniamo che invece sia necessaria una legge, e al fatto che il Consiglio di Stato abbia fissato un termine al 2023, la cosa più grave è che il termine non è affatto sufficiente. Il potere politico, che ora intende recepirlo, non avrebbe dovuto attendere l’Adunanza plenaria, avrebbe dovuto mettersi a lavoro in tempo. Non si può pensare di scaricare tutte le patate bollenti al giudice amministrativo, quando non c’è la capacità politica. Non sanno cosa fare, perché sono incompetenti»

L'altro fronte


A supporto dell’iniziativa di Draghi, c’è anche il fronte del M5S: «Condividiamo le sollecitazioni del presidente Draghi in merito al Ddl concorrenza e a una sua approvazione in tempi rapidi. Questo disegno di legge - dichiara Leonardo Donno, parlamentare salentino - è un crocevia importante del percorso del Pnrr, che non va in alcun modo compromesso. Sul nodo cruciale delle concessioni balneari, l’impianto proposto dal governo lo abbiamo da subito definito un buon punto di partenza, in quanto va nella stessa direzione dell’emendamento che il MoVimento 5 Stelle aveva presentato nell’ultima legge di bilancio, dal senatore Mario Turco». 
«Per anni - aggiunge - la politica ha preferito non assumersi le responsabilità e non trovare soluzioni concrete, noi abbiamo fatto la nostra proposta dopo mesi di confronto con gli operatorie le associazioni: avvio di un sistema di messa a gara delle concessioni, premialità per le micro e piccole imprese a carattere familiare e monoreddito, riconoscimento di indennizzi a carico di chi subentra determinato sulla base del valore economico dell’impresa e introduzione del principio di proporzionalità tra aree private e pubbliche; sono queste le specificità su cui ci siamo concentrati, nel solco delle indicazioni della direttiva Ue, snobbata per troppo tempo da diverse forze politiche. Riteniamo che l’attuale sistema cristallizzato e basato sull’ereditarietà delle concessioni debba lasciare spazio a uno nuovo e più dinamico dove ci sia il giusto punto di caduta tra l’interesse dello Stato, quello degli imprenditori, quello dei lavoratori e infine quello degli utenti, che a valle dovranno pagare pezzi congrui per servizi migliori». 
Non si tratta di «incompetenza», secondo il parlamentare barese del Pd, Ubaldo Pagano: «Condivido il ragionamento giuridico alla base delle dichiarazioni del presidente del Tar Lecce, e l’ho espresso in più occasioni, sul tema delle concessioni balneari». 
«È evidente però - prosegue - che i toni usati non mi sembra contribuiscano a creare un senso di appartenenza alla medesima comunità statuale, che invece dovrebbe governare chi è chiamato a essere parte integrante del complesso funzionamento delle istituzioni repubblicane. Ho trovato abbastanza curioso, il citare in ben due occasioni distinte, l’attività fatta da un gruppo parlamentare di opposizione». 
«Non vorrei - conclude - che una espressione legittima di pensiero su un tema che evidentemente molto delicato, possa in realtà essere strumentalizzato da una parte politica. Sarebbe l’ennesima occasione persa per risolvere un problema che riguarda tanti italiani, imprenditori, che dalla soluzione che si darà a questa vicenda vedono dipendere il loro futuro». 

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