Decreto imprese, psicologi per giovani e liste d’attesa più corte. Ristori alle aziende escluse

Decreto imprese, psicologi per giovani e liste d attesa più corte. Ristori alle aziende escluse
​Decreto imprese, psicologi per giovani e liste d’attesa più corte. Ristori alle aziende escluse
di Luca Cifoni
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 00:16 - Ultimo aggiornamento: 20 Maggio, 09:30

Cinquecento milioni per smaltire le liste di attesa negli ospedali e negli ambulatori, venti per le assunzioni straordinarie di psicologi nel servizio pubblico per fare fronte al disagio di bambini e adolescenti. Segnali (magari simbolici come nel caso dell’assistenza psicologica) che la sanità inizia a guardare anche oltre l’emergenza Covid, con la consapevolezza di dover gestire in prospettiva gli effetti collaterali e indiretti dell’epidemia. Quindi accelerazione per visite e ricoveri rinviati nei mesi precedenti, grazie alle risorse aggiuntive; e allargamento degli interventi nelle situazioni di disagio che riguardano soprattutto (ma non solo) i minori.

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I CRITERI
Gli stanziamenti saranno inclusi nel decreto Sostegni bis che andrà in Consiglio dei ministri domani: a Palazzo Chigi si preferisce chiamarlo “Imprese, Lavoro e professioni”. Il testo si sta completando con misure che tengano conto da una parte delle residue chiusure che toccano alcune attività, dall’altra della necessità di raggiungere anche le imprese che erano rimaste escluse dagli aiuti perché non rientravano nei particolari e abbastanza rigidi criteri di ammissione. Ristori su base forfettaria, quindi senza particolari formalità, arriveranno ai locali da ballo e al mondo del gioco, settori per i quali la riapertura non è prevista o comunque non avverrà prima del mese di luglio. Sarà rifinanziata anche la dotazione dedicata al mondo della montagna. Invece per i sostegni a fondo perduto destinati alla generalità delle aziende è confermato il doppio binario: contributi erogati in base alle perdite di fatturato ma con possibilità poi di conguaglio in base alle effettive perdite di esercizio. Sul fatturato però ci sono due opzioni: il confronto per verificare se sussiste la riduzione del 30 per cento - necessaria per far scattare il beneficio - potrà avvenire sull’intero anno 2020 rispetto al 2019 oppure su un periodo di 12 mesi a partire dal primo aprile degli anni in questione. In questo modo rientreranno imprese che per motivi particolari (sospensione di attività o altro) non evidenziavano il calo anno su anno. Complessivamente a questa voce andranno 18 miliardi, di cui circa 3 recuperati dai sostegni non assegnati in precedenza. Dunque quasi la metà della dote finanziaria complessiva del provvedimento, che attinge allo scostamento di bilancio da 40 miliardi autorizzato dal Parlamento.

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GLI AFFITTI
L’aiuto arriverà anche sul fronte dei costi fissi con gli sconti sulla Tari (600 milioni in tutto) e sulle bollette e la proroga fino a maggio del credito d’imposta sugli affitti (per le strutture turistiche si andrà anche oltre). Sul fronte della liquidità la durata dei prestiti garantiti sarà portata a 10 anni mentre verrà potenziata la possibilità di incassare i crediti Iva.
Un altro capitolo importante è quello che riguarda i lavoratori. Il ministro Orlando ha messo a punto un pacchetto da 4-5 miliardi che nelle intenzioni dovrà attutire gli effetti della fine del blocco dei licenziamenti. Gli strumenti principali sono il contratto di rioccupazione, gli sgravi contributivi nel settore dei servizi commerciali e turistici, il potenziamento del contratto di espansione (pensione anticipata a carico delle aziende). Il reddito di emergenza, per le categorie che non rientrano in altre forme di sostegno, sarà prolungato di altri quattro mesi mentre stagionali, lavoratori del turismo e dello spettacolo avranno due ulteriori mensilità.

I BUONI SPESA
Cinquecento milioni in più saranno dedicati ai buoni spesa per le famiglie in difficoltà. Mentre i Comuni, che rischiano di trovarsi in difficoltà finanziarie anche a causa di una recente sentenza della Corte costituzionale, avranno una compensazione dallo Stato per far fronte ai propri impegni nei confronti dei propri cittadini. Infine è previsto un ulteriore rinvio (fino a inizio 2022) della plastic tax.
 

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