Tassa di soggiorno, crollo verticale: è a -30%. Ma nel Salento il pienone d'agosto salva la stagione

Domenica 18 Ottobre 2020 di Rita DE BERNART

Anche nell'estate del Covid in piena emergenza sanitaria mondiale la tassa di soggiorno si conferma un tesoretto per le casse dei 13 comuni leccesi che l'hanno adottata. Il calo c'è stato e per la maggior parte si attesta intorno al 30% rispetto all'anno precedente ma tutto sommato il Salento ha tenuto bene: ad alzare la media il boom di presenze del mese di agosto, per i centri principali bene anche la seconda parte di luglio e soprattutto la prima metà di settembre con una percentuale di occupazione oltre la media stagionale. Le entrate complessive sono stimate, secondo la media degli ultimi anni, intorno ai 4 milioni di euro; una previsione che però che ad inizio stagione era andata al ribasso, a causa della situazione di incertezza generale, e che oggi invece viene smentita dai numeri. L'imposta di soggiorno è dunque ancora una volta un termometro attendibile dell'andamento della stagione turistica.


All'indomani delle restrizioni della mobilità internazionale e della crisi nera del turismo, l'allarme per alcuni sindaci era proprio quello di non poter contare su questi introiti che per regolamento vengono utilizzati per l'erogazione di servizi di qualità, per campagne di comunicazione e promozione anche all'estero o anche in capitoli relativi alle opere ordinarie e straordinarie di manutenzione delle strade, del verde e del decoro urbano. Al tirare delle somme invece tra chi ha scelto di ridurre il periodo di imposta, come incentivo ai turisti, e chi ha preferito non privarsi di queste somme importanti per il bilancio comunale le cifre superano le aspettative. Significativi i casi di Gallipoli e Otranto regine dell'estate 2020, in cui il Salento è stato sul podio delle mete più gettonate e raggiunte dai turisti italiani che hanno scelto di andare in vacanza, e oggi meta degli stranieri provenienti dai paesi europei che hanno allentato le misure di sicurezza e le limitazioni imposte per il contenimento dei contagi.

L'amministrazione comunale gallipolina aveva deliberato una riduzione del periodo di imposta ai soli mesi di luglio e agosto: gli uffici oggi registrano dichiarazioni per circa 281,486 mila euro di incassi rispetto ad un dato del 2019 per lo stesso periodo di euro 281,367 e di 380,453 rispetto all'intervallo complessivo di applicazione della tassa dal 1 giugno al 30 settembre. «Abbiamo fatto una scelta importante dice il sindaco Stefano Minerva - quella di lasciare le stesse tariffe e sospenderla nei mesi di destagionalizzazione; ci sono stati ovviamente meno introiti rispetto allo scorso anno ma molti più rispetto alla previsione di bilancio pari a circa 220mila, a testimonianza di una stagione che, nella fase centrale, è andata molto bene».


Stesso discorso sul versante adriatico dove Otranto, comune in testa alla classifica delle entrate da questa imposta con una media annuale di oltre 1 milione di euro, paga le perdite di aprile, maggio e giugno. «Dovremmo superare alla fine oltre 700mila euro spiega il sindaco Pierpaolo Cariddi- a fronte del milione dello scorso anno. Mancano circa 50mila euro di aprile e maggio e 175mila dal periodo giugno luglio; per agosto e settembre invece si prevede un gettito in linea con il periodo precedente».


Ripagata dunque la scelta di non eliminare la tassa per non rischiare di dover abbassare l'offerta qualitativa di quelle località dove queste somme si traducono in servizi al turista. «Abbiamo scelto di non sottrarre alla città alcun periodo di imposta dice Marco Potì sindaco di Melendugno- e abbiamo dato altre forme di agevolazione alle imprese. Abbiamo incassato in totale circa 375mila euro, quasi il 50% in meno rispetto ai 625milla del 2019. Giugno e luglio sono stati sotto la media ma in compenso agosto è andato molto bene con incassi persino superiori». Anche Ugento sulla stessa linea. «Avevamo previsto un dimezzamento ma tutto sommato è andata bene, ci siamo difesi dice il primo cittadino Massimo Lecci -. I dati sono in itinere, alla fine incasseremo circa 240mila contro la media dei 400mila degli anni precedenti. Tenuto conto che agosto è andato molto bene per tutti ma a luglio ad esempio ha lavorato meglio l'extra alberghiero».

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