Salento, minaccia ex moglie e ai figli: arrestato un 47enne

Salento, minaccia ex moglie e ai figli: arrestato un 47enne
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Giovedì 18 Agosto 2022, 20:22

Minaccia di dare fuoco alla ex moglie e ai figli: arrestato un 47enne. Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per un uomo di 47 anni accusato di avere minacciato fino a pochi giorni di procurarsi una tanica di benzina per dare fuoco alla ex moglie, al figlio di 15 anni ed alla figlia di 12 anni.

Il provvedimento

Nel timore che potesse mettere in pratica le minacce più volte esternate, e fra queste anche quella, riferita al figlio, di rimediare una pistola e di sparare in bocca all’ex coniuge, quest’uomo è stato recluso in casa dai carabinieri della stazione di Salve in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Angelo Zizzari.

L'uomo si è presentato sotto casa dei genitori della donna


La tempistica è stata dettata dalle minacce ricevute dalla ex moglie e dal figlio nella giornata dell’11 agosto. Secondo la ricostruzione dell’inchiesta condotta dalla Procura di Lecce, quest’uomo avrebbe lasciato la residenza di un paese del Basso Salento per raggiungere la donna che intanto si trovava in casa dei genitori in un altro paese del Capo di Leuca per dirle senza mezzi termini che l’avrebbe bruciata viva. Sempre nella stessa giornata l’indagato avrebbe inviato due messaggi vocali al figlio, ma rivolti alla ex: «Mi denuncia? Ti ha detto che mi denuncia? Ti denuncio?», una sintesi di quei messaggi. «Io ti uccido proprio, poi lascia che mi arrestato, non me f... un c...devo sapere dove stanno i miei figli, forse non l’hai capito. Forse non lo vuole capire? Non lo vuole capire? Ma lo capirà, lo capirà. O con le buone o con le cattive, ma soprattutto con le cattive andiamo avanti. Con le cattive e non nient’altro. E che non andasse più a lavorare che non è per lei».


Sullo sfondo di questa acredine l’incapacità di accettare il divorzio sancito dalla sentenza di agosto di due anni fa del Tribunale di Lecce. E di accettare che la ex coniuge potesse rifarsi una vita e che andasse a lavorare.
Motivi ricorrenti nelle aggressioni e nei femminicidi consumati sul territorio nazionale. Da qui l’esigenza di fermare l’escalation di violenza contestata all’arrestato. Risponde di atti persecutori, ossia di stalking.

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