Picchia e perseguita la moglie: marito violento condannato a 7 anni. «Mai nessuno ti avrà»

Stalking
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di Roberta GRASSI
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Venerdì 15 Luglio 2022, 15:55 - Ultimo aggiornamento: 18:29

Picchia e perseguita la moglie: marito violento condannato a 7 anni. «Mai nessuno ti avrà». «Se anche fra dieci anni becco uno vicino a te vi scasso, non permetterò mai che uno si prenda il frutto delle mie fatiche». Una donna "di proprietà" del marito, secondo quest'ultimo che è stato condannato a 7 anni di reclusione dal Tribunale di Lecce in composizione monocratica per il reato di maltrattamenti in famiglia e stalking

I fatti

I fatti si sono verificati a Galatina. Secondo l'accusa un 40enne avrebbe picchiato, offeso, continuamente ingiuriato e poi perseguitato (dopo la decisione di rompere la relazione) la moglie 39enne. Anche in presenza della figlioletta di 10 anni, che all'epoca dei fatti era più piccola. Le condotte sarebbero andate avanti per un lungo lasso di tempo. Dal 2012 al 2019, data della denuncia. In corso di causa l'uomo era stato anche sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa.

Continue vessazioni e violenza

Vi sarebbero stati comportamenti di vessazione, minaccia e violenza. Sarebbero state provocate sofferenze fisiche e morali, già dopo i primi mesi di matrimonio. La vittima sarebbe stata continuamente ingiuriata con espresisoni irripetibili. Il marito le avrebbe ripetuto: «Ti ho raccolto in mezzo alla strada». Avrebbe controllato le telefonate e le avrebbe anche impedito di parlare con amiche e familiari. Avrebbe anche lasciato per casa siringhe e aghi, usati per assumere stupefacenti. 

La fuga e la separazione

Dopo la fuga della donna a casa della madre, avrebbe iniziato a perseguitarla. Ha raccontato che la sua vita, da quel momento, si era trasformata in un "inferno". Avrebbe trovato bigliettini sull'auto, ricevuto messaggi intimidatori che sono stati prodotti in udienza, messaggi il cui contenuto, il giudice Maria Francesca Mariano ha ritenuto fosse di profonda aggressività, volgarità e violenza. La parte civile è stata assistita dall'avvocato Alberto Egidio Gatto, l'imputato dall'avvocato Serena Tommasa Mancini. 

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