Salento, imprenditore giù dalla scogliera: gravissimo. Salvato dai pompieri in elicottero. Scontro fra barche per assistere ai soccorsi

Domenica 9 Agosto 2020 di Maddalena MONGIò

Salvataggio in elicottero tra San Gregorio e Santa Maria di Leuca per un imprenditore di 61 anni che era caduto giù dalla scogliera nel tentativo di raggiungere il mare. Ora è ricoverato in condizioni gravi all'ospedale Vito Fazzi di Lecce al termine di un salvataggio di quelli che, da queste parti, lungo la costa, si vedono raramente.

Decisivo l'intervento dei vigili del fuoco che, ieri mattina, dopo le 11, a salvataggio portato a termine, hanno dovuto effettuare anche un atterraggio di fortuna nel parcheggio interno dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. E non solo. Mentre si svolgevano le operazioni di salvataggio c'è stato uno scontro tra due barche che si trovavano nelle vicinanze e una è affondata, fortunatamente senza conseguenze per gli occupanti, ma questo incidente ha costretto un'altra imbarcazione dei vigili del fuoco che era stata chiamata per supportare le operazioni di soccorso all'uomo caduto dalla scogliera, a fermarsi per soccorrere i naufraghi. Ma la mattina di ieri è stata talmente turbolenta nelle acque leucane che l'equipaggio del 118, in servizio a Gagliano del Capo, appena rientrato nella postazione ha dovuto prestare soccorso a due moto d'acqua entrate in collisione. Una giornata in cui 118 e vigili del fuoco hanno dato prova della loro capacità di affrontare anche le situazioni più complesse.

La peggio l'ha avuta S.L., imprenditore 61enne di Gagliano del Capo caduto dalla scogliera a San Gregorio dove si trovava perché il figlio lo aveva convinto trascorrere una giornata agli scogli. La discesa verso il mare si è trasformata in una rovinosa caduta che lo ha fatto scivolare sulla roccia per più di tre metri. Ha riportato trauma toracico, una ferita lacero contusa alla testa, una frattura al polso. Trasportato al Vito Fazzi di Lecce, in elicottero, è arrivato come codice rosso, ma non ha avuto necessità di ricovero in Rianimazione e ora si trova nel reparto di Chirurgia toracica. Non è in pericolo di vita. «Va lodato l'equipaggio dell'automedica di Gagliano sottolinea Nicola D'Angelo, vicario del direttore della centrale operativa 118 Maurizio Scardia che ha affrontato un soccorso non ordinario decidendo di continuare a prestare le cure al paziente salendo sull'elicottero dei vigili del fuoco, cosa per noi non consueta. Non essendoci qui un elisoccorso non siamo addestrati a questo tipo di trasporto. Determinante è stato l'intervento dei vigili del fuoco che con il loro elicottero hanno permesso di concludere un soccorso che altrimenti sarebbe stato impossibile». 
 


. Soccorso rocambolesco, dunque. Era impossibile raggiungere il luogo dell'incidente arrivando dal mare e altrettanto impossibile portare il ferito salendo lungo la scogliera, neanche formando una catena umana. Sul posto un'imbarcazione della capitaneria di porto, una moto d'acqua e un'automedica del 118, l'elicottero dei vigili del fuoco chiamato per intervenire quando ogni sforzo è risultato vano. Per 8 lunghissimi minuti le pale dell'elicottero hanno fatto increspare le acque azzurre di San Gregorio, sino a quando il ferito non è stato imbragato su una barella spinale e insieme a un vigile del fuoco è stato sollevato da un cavo d'acciaio che scendeva dall'elicottero. Una volta messo in sicurezza il ferito, l'elicottero è atterrato su uno spiazzo naturale per permettere al medico e all'infermiere della postazione di Gagliano del Capo di salire a bordo per tenere in osservazione il paziente durante il trasporto verso il Fazzi. Poi, come si diceva, il pilota ha dovuto affrontare un'altra emergenza visto che la pista di atterraggio per gli elicotteri, prevista nel progetto del Dea, è ancora in predicato. Fortunatamente il parcheggio interno era libero e l'elicottero è potuto atterrare.

E pensare che proprio la necessità di realizzare l'elisoccorso fu alla base di una variante al progetto voluta dall'allora direttore generale Giovanni Gorgoni i primi mesi del 2015. La variante fu una delle motivazioni addotte per lo slittamento della consegna dell'opera. La prima pietra fu posata a settembre 2013 e dopo circa due mesi il cantiere fu bloccato. Ora l'opera è ultimata, ma la pista ancora non c'è.

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 08:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA