Badisco, più che futuro è un ritorno al passato. Oggi tavolo tecnico in Regione

Il Comune immagina già un intervento di ripristino ambientale e rinaturalizzazione dal costo stimato di circa mezzo milione di euro

Martedì 23 Novembre 2021 di Elio PAIANO

L'antico fiume - con il nubifragio - in un solo giorno ha ripristinato il lacco de Badisco che fu colmato dalla Riforma Fondiaria quasi un secolo fa. Ora un nuovo futuro attende la baia di Badisco.

L'incontro tecnico in Regione

Oggi ci sarà, in Regione, il primo tavolo tecnico. Se qualcuno avesse voluto ripristinare la naturalità dei luoghi, di ridargli l'aspetto dell'Approdo di Enea, sul quale i cavalli pascolavano per abbeverarsi sulla spiaggia, nel luogo in cui i naviganti scendevano nel porto nascosto sulla sinistra, con in fondo la spiaggia per fare rifornimento, ci sarebbero volute centinaia di migliaia di euro ed anni ed anni di pratiche per ottenere i permessi.

La natura, invece, in una sola notte ha ripristinato il suo antico dominio, le anse originarie del fiume, il lago: tutto in poche ore. Il muro costruito negli anni '30 ed il canale di scolo per la deviazione hanno funzionato perfettamente. Ancora adesso, dopo diversi giorni, il canale riversa in mare le acque che provengono dall'entroterra ed attraversano i Canaloni di Uggiano e Porto Badisco.


Ma la natura è stata più forte. Del resto, quando si decise di colmare il fiume, erano anni difficili. Ancora nel dopoguerra imperversava la malaria nel Salento. Anzi, l'ultimo caso di malaria nel Salento è del 1975, ad Otranto, presso il Canale Trafili che sfocia alla Castellana. Non era, dunque, un intervento folle (come ci appare oggi) quello di deviare un fiume, bensì disperato. Ed ebbe i suoi frutti perché la malaria sparì sia da Alimini che dalla Valle dell'Idro e da Badisco.
Ma i tempi della natura sono diversi. Così oggi, che la malaria non esiste più, il lago è rinato, sono rinate le polle sorgive ed anche il letto del fiume. Ora si progetta un futuro diverso e più sostenibile. Già oggi - come detto - ci sarà un primo tavolo tecnico, interlocutorio, con la Regione. Lo ha richiesto il sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi, perché il Comune immagina già un intervento di ripristino ambientale e rinaturalizzazione dal costo stimato di circa mezzo milione di euro. Occorre mettere in sicurezza le sponde senza gettate di cemento, senza compromettere il sito che ha un vincolo archeologico, oltre che paesaggistico e naturalistico. A complicare nelle ultime ore le operazioni di ripristino ci si è messo il ritrovamento di un ordigno bellico, probabilmente risalente alla seconda guerra mondiale, sul quale dovranno intervenire gli artificieri. La presenza dell'ordigno (ora sorvegliato speciale) ha costituito una situazione di pericolo in tutti questi anni poiché si trovava proprio sulla spiaggia e sarebbe potuto esplodere in qualsiasi momento.


Per il resto la natura farà il suo corso, facendo riformare il piccolo cordone dunale che ha separato per secoli il laghetto dal mare. Poco più di 5 o 6 metri per tutta la larghezza (una sessantina di metri) della baia. Insomma, se prima la colmata della Riforma permetteva di avere tre, quattrocento metri di entroterra su cui posare sdraio ed ombrelloni, ora si ritornerà alla striscia iniziale che permette di entrare in acqua agevolmente, ma non di sostare. La sfida è proprio quella: ripristinare la fruizione eliminando il pericolo dei due-tre metri di dislivello e donare ai visitatori un paradiso naturalistico e paesaggistico.
Insomma, niente più auto o camper sotto Badisco, sponde ripristinate e messe in sicurezza ed una spiaggetta dieci volte più piccola di quella creata artificialmente con i grandi massi di risulta posati in opera dall'ente Riforma. Questi ultimi sono un problema: la potenza dell'acqua li ha scagliati per decine di metri nel mare ed occorre trovare il modo di rimuoverli, assieme ai residui di cemento ed asfalto. Oggi il primo incontro, in attesa del Tavolo Tecnico con Soprintendenza, Autorità di Bacino, Ente Parco Otranto Leuca e proprietari. Sì perché il laghetto ed il fiume tombati - è bene ricordarlo -, sono stati, in seguito, assegnati ai coltivatori e poi venduti più e più volte nel corso degli ultimi 70 anni. Ora Badisco ritorna all'antico splendore, quello in cui nella sua baia passavano, monaci, eroi, navigli e merci provenienti dai porti del Mediterraneo.
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Ultimo aggiornamento: 18:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA