Parabita, una barca anti-mafia nel parco dedicato ad Angelica Pirtoli

Parabita, una barca anti-mafia nel parco dedicato ad Angelica Pirtoli
di Claudia PRESICCE
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Domenica 20 Marzo 2022, 18:36 - Ultimo aggiornamento: 18:42

I luoghi possono fermare le idee. È necessario per noi umani a volte vedere, toccare, annusare, per creare dentro un'emozione che possa sedimentare, fermarsi e non volare via come la millesima visualizzazione quotidiana che rimbalza sui nostri occhi. E, soprattutto nell'epoca della virtualità, servono a creare comunità, a consolidare comunioni di intenti e partecipate battaglie collettive. E ben venga quindi un luogo simbolico, che rappresenti concretamente un impegno e una vocazione condivisa quando si parla di mafia, anzi di Antimafia. Oggi, prima della Giornata della legalità che si celebra il 21 marzo, è stato inaugurato nel Salento uno spazio in cui far correre la giustizia. È il nome scelto che già evoca l'intento: si chiamerà Dikedromo (dal greco dike cioè dea della giustizia e dromo cioè luogo d'arrivi e partenze). 

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La barca 


In origine c'era un'imbarcazione utilizzata per il traffico di esseri umani che venne confiscata alla mafia due anni fa. E altrove poi c'era un parco, a Parabita, anch'esso confiscato alla mafia tempo prima e un po' dimenticato: era stato intitolato alla piccola Angelica Pirtoli, un'innocente uccisa dai mafiosi. Queste due realtà hanno incrociato una battaglia per l'educazione all'etica di Salento che pensa, associazione di promozione sociale rappresentata da un "capitano" particolare: Ada Fiore, docente di filosofia e già sindaco di una Corigliano d'Otranto che rese con storiche imprese il paese più "filosofico d'Italia".

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Una barca nel parco di Parabita

È nata così l'idea di far diventare quella barca un'altra cosa. Si è chiamata Dikea (sempre da Dike) e si è deciso di farla navigare in quel parco di Parabita, fondando da questo intarsio un luogo di iniziative legate alla difesa della legalità che comincia andando contro l'indifferenza.
Ecco il Dikedromo è stato inaugurato questa mattina alle 11 nel Parco Angelica a Parabita. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Stefano Prete, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il viceministro alle infrastrutture Teresa Bellanova, il procuratore generale della Corte d'Appello di Lecce Antonio Maruccia, il presidente del Tribunale di Lecce Roberto Tanisi, la dirigente dell'Istituto comprensivo di Parabita Antonia Perrone, la responsabile del progetto Ada Fiore. Durante l'evento inaugurale si è svolto un Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze di Parabita con un chiaro ordine del giorno: Un patto di legalità per sconfiggere l'indifferenza che sarà sottoscritto dai partecipanti e da altri enti/associazioni interessati alla stessa lotta.

 


«Può diventare un manifesto adottabile anche da altri Comuni spiega Ada Fiore oppure un esempio da imitare per portare avanti questa rivoluzione sociale». Il manifesto prevede la nascita di un'Assemblea permanente per recuperare il senso della responsabilità, della passione civile per il bene comune, l'insegnamento delle virtù ecologiche, dell'impegno contro l'indifferenza, e tanto altro. E che cosa rende queste parole più dense se non la cultura?

L'allestimento della barca 

La barca Dikea, lunga 17 metri, è divisa in tre cabine: diritti a prua per conoscere la storia dei migranti e dei loro diritti negati; memorie in poppa per scoprire le vittime di mafia e il loro impegno; la stanza di Angelica per ricordare la bambina più piccola uccisa dai mafiosi nel Salento. È stata allestita in modo da poter accogliere eventi culturali di ogni tipo, da presentazioni di libri a mostre d'arte, da campus ricreativi a corsi di ludosofia e tanto altro, partendo già con l'idea sin dalla prossima domenica di aprire alle famiglie. Ma anche alle scuole, ragazzi o bambini, farlo diventare un luogo dove andare a parlare di tematiche relative alla crescita sociale e anche a proporre idee su nuovi usi.
Icona grafica della rivoluzione contro l'indifferenza e simbolo per le buone pratiche di partecipazione alla vita civile è un piccolo pesce, di nome Tomas che ha quattro strumenti da usare per stimolare il progetto: Un timone per cominciare ad assumersi le responsabilità; la bussola per cercare nuove direzioni, l'ancora per avere dei punti fermi, il salvagente per salvare gli esclusi spiega Ada Fiore. All'allestimento della barca hanno contribuito il filosofo Mario Carparelli, il collaboratore Paolo Matere e le artiste Valentina d'Andrea e Alice Pietroforte.


La barca nel parco (che già a dirlo così sembra il titolo di un libro) è emblema di un grande lavoro condiviso da volontari per costruire condivisione e riflessioni sul significato dei diritti e sul valore della memoria. E racconta una storia iniziata nel 2020 quando l'associazione Salento che pensa, con il Comune di Parabita, l'Istituto comprensivo (e altri enti di terzo settore) parteciparono al bando della Regione Puglia Bellezza e legalità, per una Puglia libera dalle mafie che prevedeva l'attivazione di laboratori destinati a minori di 18 anni in un luogo confiscato alla mafia. Alla Procura di Lecce venne richiesta l'imbarcazione che è stata poi trasportata a Parabita, in un altro luogo confiscato. Fondamentale il ruolo dell'Amministrazione, sottolinea Ada Fiore per il coraggio che ha avuto nell'aprire un luogo confiscato e accogliere un altro elemento confiscato.
«Stiamo per riaprire un luogo che ha segnato la storia della nostra comunità dice il sindaco Stefano Prete ma lo facciamo raccogliendo una sfida che è al tempo stesso morale e civile. Perché è destinata a promuovere e sostenere valori veri e soprattutto veri cittadini».
Il Dikedromo è pronto ad aprirsi e a partire domani, a diventare un luogo simbolo di un'idea concreta, come totem di una civiltà migliore.
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