A Brindisi nascerà un market solidale nel locale confiscato alla criminalità organizzata

Il locale confiscato alla criminalità e destinato a diventare market sociale
Il locale confiscato alla criminalità e destinato a diventare market sociale
di Francesco TRINCHERA
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Domenica 27 Febbraio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 15:35

Da bene confiscato alla criminalità organizzata a nuovo punto di riferimento solidale. Una ex macelleria in via Remo, al quartiere Commenda, diventerà un punto per il market solidale, per combattere lo spreco di cibo ed avvicinarsi a fasce di popolazione più in difficoltà. Ieri mattina si è svolto il “sopralluogo partecipato” in cui sono state coinvolte associazioni del terzo settore per visitare il bene che ora è nelle disponibilità del Comune. Proprio quest’ultimo intende candidare la riqualificazione della struttura nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza ed anche per questo all’iniziativa hanno preso parte i rappresentanti istituzionali, compresi il sindaco, Riccardo Rossi, e due assessori vicini per competenza alla materia, come quella ai Servizi Sociali Isabella Lettori e quello al Patrimonio Mauro Masiello.

Legalità

«I beni confiscati – ha puntualizzato Rossi – sono stati sottratti alla comunità con attività illegali, frutto spesso di attività criminali e vogliamo rimetterli in un circuito legale di solidarietà». Per Rossi, quindi, c’è stata la volontà di allestire la candidatura nell’ambito del Pnrr, da cui palazzo di città vorrebbe far arrivare i fondi per poter ristrutturare l’immobile e creare il nuovo market solidale “nel cuore della città”. Il primo cittadino ha spiegato che, una volta effettuata la riqualificazione dell’edificio, poi ci sarà un passaggio con un bando per l’affidamento del bene che nelle intenzioni dell’ente di piazza Matteotti potrà essere gestito anche tra più soggetti che operano all’interno del terzo settore.

Fini sociali

Su questa stessa lunghezza d’onda Lettori ha specificato che per il bene confiscato si guarda ad una destinazione con uso sociale ed in questo contesto ha rivendicato la volontà del Comune di creare strutture come quella del market solidale «perché permetterà di dare risposte a nuove povertà che emergeranno nella crisi dovuta alla pandemia». L’assessore ha infatti specificato che «le iniziative sono rimaste legate sino ad ora a singole associazioni», ma l’amministrazione intenderebbe compiere un ulteriore passaggio «dando dignità anche nel momento in cui le famiglie più fragili verranno qui, in quanto potranno scegliersi loro i beni di cui avranno bisogno», con l’auspicio che possa seguire anche «un emporio solidale, ad esempio con abbigliamento e calzature». Anche Masiello ha sostenuto l’idea nel Comune di «reimmettere nell’utilizzo del territorio quei beni che sono confiscati alla criminalità organizzata ed assegnati all’ente». 

Il progetto

Per questo immobile è stata fatta la richiesta di 280mila euro “per la ristrutturazione” e si va ad inserire nel solco di una strategia a più ampio spettro con la collaborazione di vari assessorati con deleghe al Patrimonio, Beni Confiscati e Servizi Sociali e che sul territorio comunale ha trovato espressione con due appartamenti al rione Casale in via Ancona ed in via Giovanni da Verrazzano, anch’essi candidati dall’ente di piazza Matteotti per i bandi Pnrr nella missione 5, quella relativa a “Coesione ed inclusione”. Le stesse proposte brindisine rientrano a loro volta in una logica “sovrambito” che è stata messa in campo a livello provinciale, in cui proprio i quattro ambiti del territorio hanno applicato una logica di area vasta per presentare candidature ai bandi Pnrr per la missione 5 mettendo a sistema le diverse progettualità. Proprio venerdì in Provincia si è svolto un incontro, alla presenza del presidente pro tempore dell’ente (che ha il compito di coordinamento) Antonio Matarelli e dei rappresentanti dei quattro organismi, concordando «i principi generali su cui si reggerà la collaborazione, che si configurerà come un accordo interistituzionale».

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