Lecce, torna la processione e, dopo due anni, riporta Sant'Oronzo in piazza

Lecce, torna la processione e, dopo due anni, riporta Sant'Oronzo in piazza
di Stefania DE CESARE
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Mercoledì 3 Agosto 2022, 05:05 - Ultimo aggiornamento: 19:46

Fiera dei Pupi in versione estiva e i matinée musicali della banda dalla cassa armonica. E poi la processione religiosa con il santo patrono che ritorna all’Ovale dopo due anni di assenza. 
È partito il conto alla rovescia per la festa di Sant’Oronzo a Lecce. Il puzzle del programma per le celebrazioni in onore di Oronzo, Giusto e Fortunato (in programma per il 24, 25 e 26 agosto) si compone di nuovi pezzi.

Celebrazioni per il Santo patrono


Dopo il ritorno delle bancarelle nel centro storico (con il percorso tradizionale che occuperà via Cavallotti, viale Marconi, viale Lo Re, via XXV Luglio, via Costa), del luna park e dei paninari nel quartiere Stadio e con la fiera del bestiame a Frigole, in occasione dei prossimi festeggiamenti patronali il Comune annuncia alcune novità proposte in occasione dell’ultima edizione, prima che la pandemia spegnesse l’aria di festa. 
Anche l’evento del 2022 sarà caratterizzato della Fiera dei Pupi, un’esposizione dei lavori artigianali di presepi e pupazzi legati alla natività, protagonista solitamente del Natale in città, che si mostra in anteprima in piena estate, offrendo ai vacanzieri la possibilità di ammirare i manufatti degli operatori del settore. 

La fiera

«La fiera di Sant’Oronzo si svolgerà sul percorso individuato negli ultimi anni – ha spiegato ieri l’assessore alle Attività produttive Paolo Foresio durante la commissione Annona -. Tornano le bancarelle nel percorso del centro storico, con l’eliminazione dei gruppi elettrogeni. Il bando per l’assegnazione dei posteggi si è chiuso e presto procederemo con le assegnazioni. Stesso discorso per le bancarelle del luna park. Per quanto riguarda le luminarie, fuochi d’artificio e le bande, l’ufficio sta predisponendo gli atti. Posso dire, però, che ci saranno i matinée della banda in cassa armonica in piazza Sant’Oronzo, e poi le bande nei quartieri. Inoltre nei Teatini stiamo prevedendo il ritorno della lirica con l’omaggio a Tito Schipa e il ritorno della Fiera dei Pupi e dei Presepi, che nel 2019 ho voluto sperimentare in via Trinchese. L’idea di poter vedere e acquistare in piena estate pupi e presepi ha un valore promozionale per la fiera stessa e riscuote un grande interesse da parte di turisti e visitatori». 

I riti religiosi

Primi dettagli anche per i riti religiosi. Il programma è ancora in fase di definizione ma alcuni appuntamenti sono già stati fissati. Come la tradizionale processione del 24 agosto che ritorna in città, con le statue argentee dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato. Dopo due anni di emergenza sanitaria e dalle restrizioni che hanno caratterizzato gli eventi pubblici, il simbolo religioso del santo ritorna, accompagnato dai fedeli, nella piazza a lui dedicata. Un Ovale che da due anni è “orfano” di un’altra figura ovvero la statua in bronzo del santo. La partenza è prevista per le 19 in piazza Duomo. 

Organizzazione e critiche

Ma è sull’organizzazione dei riti civili che affiorano le prime critiche.
Ieri in commissione alcuni gruppi maggioranza hanno lamentato una scarsa partecipazione nella definizione del programma. «Ogni anno ci troviamo sempre di fronte al fatto compiuto – ha sottolineato la consigliera del Pd Paola Povero -. Mi farebbe piacere avere una festa che non sia la solita sagra con i soliti mercati. Sarebbe stato bello distinguersi con una festa organizzata in maniera diversa. Il turista ha bisogno di vedere anche eventi di qualità». 
Per Marco Giannotta (Progetto città) «bisognava coinvolgere le consulte cittadine prima di elaborare una proposta. Quando si adotta un regolamento per l’istituzione delle consulte queste, poi, non possono essere bypassate. Per un’amministrazione che punta sulla partecipazione non è una bella pagina». 
Dal centrodestra critiche da parte di Andrea Pasquino, Luciano Battista e Gianmaria Greco secondo cui «la cultura è la grande assente. Dovremmo offrire qualcosa di più. Non farlo sarebbe un vero peccato perché Lecce offre tanto, con operatori culturali di prestigio».

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