Supplenti con requisiti falsi, i sindacati: «Tanti errori in buona fede, ma tolleranza zero sui furbi». I controlli, poi le carte in Procura

Supplenti con requisiti falsi, i sindacati: «Tanti errori in buona fede, ma tolleranza zero sui furbi». I controlli, poi le carte in Procura
di Maddalena MONGIò
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Mercoledì 26 Agosto 2020, 08:29 - Ultimo aggiornamento: 13:57

«Avranno sbagliato in buonafede, ma se è stato fatto intenzionalmente è giusto che paghino». I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals, provano a ridimensionare il problema delle dichiarazioni mendaci rilasciate dagli aspiranti supplenti delle scuole dall'infanzia alle superiori nel Salento, ma resta il fatto che le comunicazioni con l'avvenuto depennamento sono state già inviate.

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L'iter è stato avviato con la pubblicazione, venerdì scorso, del decreto firmato da Vincenzo Melilli, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, che ha disposto «l'esclusione di 503 candidati dalla graduatoria della classe di concorso ivi specificata per ogni candidato per carenza del requisito di ammissione rappresentato dal precedente inserimento nella terza fascia delle graduatorie di istituto per la specifica classe di concorso».

Ma non finisce qui. Dopo la successiva verifica delle domande presso le cosiddette scuole-polo, gli atti dei furbetti saranno inviati in Procura per la denuncia penale. Un rischio per molti. I nuovi criteri fissati per il rinnovo delle graduatorie provinciali riguardanti i docenti di scuola media e superiore prevedono come requisito di accesso il possesso di 24 Cfu (credito formativo universitario) o l'inserimento nella terza fascia delle graduatorie di istituto per la specifica classe di concorso e proprio questa seconda fattispecie è quella che ha fatto scivolare 503 aspiranti alle supplenze.

«È fisiologico che su una mole di 25mila domande ci sia una certa percentuale di errori materiali - precisa Arturo Gaetani, segretario regionale Uil scuola con delega per la provincia di Lecce - ma non penso che siano state commesse cose molto gravi. Il sindacato ha lavorato tantissimo in questi giorni per dare una mano a chi doveva presentare l'istanza, ma chiaramente non potevamo raggiungere tutti e quindi molti hanno affrontato la situazione da soli. Presentare l'istanza non era semplice e se uno non è addentro alla questione scuola, fa un po' fatica a rispondere alle domande. La terminologia e la finalità della domanda non sempre sono chiari. Molte istanze riguardano persone, anche in età avanzata, che sperano di trovare una stabilità lavorativa nella scuola anche dopo la crisi aggravata dal Covid. Avvocati, architetti, commercialisti, ingegneri, vedono nella scuola un'ancora di salvataggio sbagliando l'obiettivo perché raggiungerlo è molto problematico».

Per Maria Rosaria Valentini, segretaria provinciale dello Snals, c'è chi ha peccato di leggerezza: «Credo che per le false dichiarazioni, visto che per partecipare era previsto il possesso di 24 Cfu o l'inserimento precedente in terza fascia, molte persone hanno tentato, con un po' di leggerezza, di dichiarare di essere in possesso di uno dei due requisiti. Riguardo al numero quasi spropositato di istanze, rispetto a quella che è l'effettiva possibilità di lavorare, a parte la crisi lavorativa che ha riguardato tanti settori e per la quale anche i professionisti guardano alla scuola come un'opportunità di lavoro, credo abbia inciso il fatto che lo scorso anno i posti di Quota 100 essendo stati registrati in ritardo hanno determinato un numero maggiore di incarichi di supplenza. Questo ha invogliato molte persone a fare domanda di supplenza. Anche noi come sindacati ci siamo trovati in apnea data la mole di lavoro».

Per Gianna Guido, segretaria provinciale di Cisl scuola, ci sono luci e ombre nella partita delle supplenze: «Sono in tanti che si sono scoperti insegnanti sull'orlo della pensione, anche ragazzi che si sono avvicinati al mondo della scuola hanno fatto la domanda dichiarando di essere già stati inseriti negli anni precedenti. Apprezziamo l'impegno dell'Ufficio scolastico provinciale che, come noi, sta lavorando senza sosta. Mi auguro che le posizioni di chi erroneamente ha dichiarato un requisito possano essere sanate in considerazione della buona fede delle persone. Certo, con l'aggiornamento delle graduatorie per le supplenze assistiamo al rifiuto del ruolo da parte dei diplomati magistrali inseriti nelle Gae con riserva. Serve una seria riflessione politica».

Chi sbaglia paga. È il principio di Rosaria Savoia, segretaria provinciale della Flc Cgil: «Molti, in buona fede, non ricordavano se avevano già fatto l'aggiornamento in precedenza e nel dubbio hanno inserito il requisito. Sicuramente c'è stato qualcuno che ha giocato sui requisiti. Quest'anno bisognava avere 24 crediti o un inserimento precedente per essere inseriti in queste graduatorie e quindi qualcuno sicuramente ha barato, ma per la maggior parte dei colleghi propenderei per la buona fede. Ovviamente il decreto dice che con la dichiarazione mendace si rischia l'esclusione e non posso biasimare l'amministrazione per questo».

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