Evasione fiscale e riciclaggio: assolti i fratelli Acquaviva e gli altri cinque imputati

Venerdì 14 Febbraio 2020
Con la sentenza di non luogo a procedere si chiude l'inchiesta per evasione fiscale e riciclaggio che ha coinvolto i fratelli Bruno e Simone Acquaviva, 52 e 47 anni; Damiano Errico, 39 anni; Francesco Antonio Gaudio, 59 anni; Carlo Minafro, 55 anni, tutti di Lecce e Salvatore Giannetta, 61 anni, di Uggiano La Chiesa. Il gup Sergio Tosi ha disposto il non doversi procedere «perché il fatto non sussiste», annullando contestualmente il sequestro preventivo di beni per svariati milioni disposto dal gip il 2 luglio scorso.
Le accuse mosse dalla Procura di Lecce sono state smontate dagli avvocati difensori Antonio Savoia, Luigi Corvaglia e Luigi Covella. 

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A novembre scorso i finanzieri del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Lecce, sulla scorta delle indagini condotte con la Procura e con i colleghi del Nucleo di valutazione di Reggio Calabria, avevano provveduto al sequestro per equivalente di 960mila euro, relativi alla presunta tassa sul reddito delle società (Ires) che Bruno Acquaviva - secondo l'accusa - non avrebbe versato nelle vesti di amministratore della Ecosal-Ecologica Salentina. 
Gli altri sei indagati nello stesso filone dell’inchiesta - nata dalle acquisizioni di documenti eseguite dai carabinieri del Ros e della Compagnia di Campi Salentina alla Banca di Credito cooperativo di Terra d'Otranto -rispondevano a vario titolo di autoriciclaggio e di un presunto giro di assegni e finanziamenti fatti senza autorizzazione. Ora la sentenza, che scagiona tutti.  © RIPRODUZIONE RISERVATA