Manca il distanziamento, ombrelloni dei lidi sequestrati. Rivolta dei gestori: «Noi nel mirino, nelle spiagge libere il caos»

Giovedì 13 Agosto 2020 di Antonella MARGARITO

Nuovi controlli e nuovi sequestri ai lidi, ma le spiagge libere continuano ad essere terra di nessuno. Dopo Ugento, Otranto, Porto Cesareo, questa volta è toccato ad uno stabilimento balneare del litorale gallipolino, in zona Baia Verde, sempre nel Salento.

Nel mirino della Guardia Costiera gallipolina il Lido Blu Bay, reo di aver occupato 400 metri quadrati di spiaggia in più rispetto alla concessione. Sequestrata l'attrezzatura che era posizionata in quell'area, per un totale di 42 ombrelloni e 84 lettini. Il blitz della Capitaneria è avvenuto martedì scorso in piena giornata balneare, tra gli sguardi attoniti dei frequentatori del lido e ancor più di coloro che su quei lettini e sotto quegli ombrelloni erano sdraiati. Dopo i sigilli è nata una vigorosa discussione tra coloro che avevano prenotato quegli ombrelloni e che pretendevano il rimborso dei soldi piuttosto che lo stesso posto in prima fila non volendosi adattare invece ad un altro qualsiasi ombrellone libero. Una discussione che ha raggiunto toni forti, tanto da trasformarsi in un vero e proprio parapiglia che ha richiesto anche l'intervento dei carabinieri che hanno dovuto dirimere la controversia.

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Tutto questo mentre nelle spiagge libere accanto si consumava il delirio, ombrelloni come funghi e persone quasi una sull'altra e nessun tipo di controllo, nonostante i fondi destinati ai Comuni proprio per la sorveglianza. «Continua a stupire questa disparità di attenzione da parte delle autorità preposte dice Sandro Portaccio, presidente del sindacato balneari della provincia di Lecce -. Da un lato, giustamente, severissimi nel controllare l'osservanza delle norme da parte dei gestori degli stabilimenti balneari e dall'altra completamente indifferenti al disordine, alla mancanza di sicurezza e ai minimi requisiti di igiene nelle spiagge libere, la cui osservanza è di competenza delle amministrazioni locali».

Parla di grosse difficoltà per i balneari Giuseppe Mancarella presidente di Cna Balneari. «Sono amareggiato per quanto accaduto - esordisce l'imprenditore - ma la verità è che siamo in una ristrettezza pazzesca rispetto alla richiesta. Abbiamo sollecitato più volte la Regione Puglia di poter rientrare nella normalità e recuperare quel numero di ombrelloni che mancano ad ognuno di noi: 40,70,80. Inoltre abbiamo avuto anche il problema delle mareggiate che hanno rosicchiato tanta sabbia e tolto altri ombrelloni. E insomma un imprenditore che deve pagare anche tanti stipendi magari rischia anche questo. Inutile dire che qualsiasi cosa fatta fuorilegge è da condannare e chiedo ai colleghi il massimo rispetto delle regole ma comprendo chi, pur di mandare avanti la baracca, rischia e monta ombrelloni in più. D'altra parte nessuno ci dà una mano, per noi ci sono state solo parole e stipendi da pagare. Ci sentiamo soli a lottare contro il mondo. Personalmente sono uscito indenne da 14 ispezioni, abbiamo controlli continui, non ne possiamo più. Speriamo solo si possa cambiare strada. Per il resto sono vicino al collega di Gallipoli».

«Dopo la pandemia tutte le imprese balneari si sono adeguate in termini di legge a quelle che erano le prescrizioni delle autorità sanitarie e lo hanno fatto anche con investimenti importanti - dice Mauro Della Valle di Federbalneari - però oggi, dovendo fare un bilancio ci si rende conto non serve nel principio della prevenzione attenzionare le attività private quando nelle spiagge libere c'è di tutto e di più e non c'è stato un minimo di controllo. Esiste un enorme squilibrio tra chi ha una partita iva, chi investe chi dà lavoro e, dall'altra parte, i sindaci dei comuni costieri che si fanno trovare impreparati dal punto di vista della sicurezza dell'igiene della prevenzione e dei servizi in spiaggia in generale. A Porto Cesareo regna il caos, capanne e tende varie sulle dune, extracomunitari con le bancarelle davanti le spiagge ed è toccato ad alcuni cittadini chiamare anche la vigilanza privata perché la situazione stava degenerando». A tal proposito l'ufficio locale marittimo della Capitaneria di Porto di Torre Cesarea, la Guardia di Finanza e la polizia municipale di Porto Cesareo hanno effettuato una notizia di reato a carico di ignoti e cinque sequestri penali di cinque carretti ambulanti per un valore di circa 20.000 euro, per occupazione abusiva e una notizia di reato a carico di ignoti con relativo sequestro penale per contraffazione.

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