Antenne 5G, altri sei Comuni vietano la nuova tecnologia. Salvemini: «A Lecce nessuna ordinanza, fiducia nella scienza»

Antenne 5G, altri sei Comuni vietano la nuova tecnologia. Salvemini: «A Lecce nessuna ordinanza, fiducia nella scienza»
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Giovedì 9 Aprile 2020, 12:06 - Ultimo aggiornamento: 12:23
Si allarga il fronte dei sindaci contrari all'installazione della tecnologia 5G sul loro territorio. Anche i primi cittadini di Parabita, Maglie, Alliste, Matino, Melissano e Taviano hanno firmato ordinanze che vietano l'approdo di queste nuove tecnologie «al fine di tutelare la salute dei propri concittadini».
Il sindaco di Parabita, Stefano Prete, quello di Maglie, Ernesto Toma (che ha annunciato il provvedimento in serata), e su proposta del sindaco di Taviano, Giuseppe Tanisi, quelli di Alliste (Renato Rizzo), Matino (Giorgio Toma) e Melissano (Alessandro Conte), si uniscono quindi ai colleghi di Morciano di Leuca, Racale, Neviano, Aradeo, Nociglia, Alezio, Galatone e Ruffano.

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«Ho ritenuto opportuno coinvolgere, in questa scelta, l’intera Unione dei Comuni, anche allo scopo di preservare un’area vasta del nostro territorio da possibili e paventati effetti dannosi delle radiofrequenze. Non siamo affatto contrari alle nuove tecnologie, purché non siano lesive di elementari diritti quale quello alla salute che siamo invece interessati a tutelare. È necessario - commenta Tanisi, sindaco di Taviano - pertanto la massima prudenza e la via cautelativa di nuovi, più aggiornati e inoppugnabili dati scientifici quale strada maestra nel perseguire e promuovere un progresso ecosostenibile della nostra terra».

In Italia sono 240 i comuni che hanno adottato provvedimenti simili, appellandosi al principio di precauzione. Nelle ordinanze degli amministratori locali, si legge che «il documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (Scheer) della Commissione europea, affermando come il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche, ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli socio-sanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G, confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione del 5G».

Il capoluogo del Salento, Lecce, si muove invece in direzione diversa. Nel corso della consueta diretta Facebook quotidiana, il sindaco Carlo Salvemini ha chiarito di non avere «alcuna intenzione di emanare un'ordinanza in questo senso perché fin dall’inizio dell'emergenza epidemiologica tutti noi cittadini abbiamo rivolto la nostra attenzione e affidato la nostra salute alle autorità scientifiche, che ci indicano la strada per venir fuori dalla pandemia. Così, rispetto alla tecnologia 5G, non intendo derogare a quanto affermato dall'Istituto Superiore di Sanità che ha recentemente illustrato alla commissione competente alla Camera come i dati raccolti sul 5G non destino preoccupazione. Il dossier presentato è pubblico e può essere consultato da tutti».
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