Calimera, graffiti choc contro l'Antimafia nel giorno di Montinaro. Lo sdegno del sindaco: «Vergogna»

Calimera, graffiti choc contro l'Antimafia nel giorno di Montinaro. Lo sdegno del sindaco: «Vergogna»
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Giovedì 8 Settembre 2022, 13:43 - Ultimo aggiornamento: 22:01

I muri del paese imbrattati da scritte e insulti contro l'Antimafia e il sistema carcerario. Messaggi choc comparsi a Calimera, in provincia di Lecce, proprio nel giorno clou della commemorazione di Antonio Montinaro, il poliziotto capo scorta del giudice Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci il 23 maggio 1992. Montinaro avrebbe compiuto 60 anni proprio oggi. In mattinata i muri imbrattati sono già stati ripuliti. Sul caso indaga la Digos di Lecce.

La denuncia e lo sdegno del sindaco sui social

A denunciare il vile gesto ad opera di ignoti lo stesso sindaco di Calimera, Gianluca Tommasi. «L’Amministrazione Comunale di Calimera condanna duramente l’atto di vigliaccheria consumatosi questa notte nelle nostre strade.
È inammissibile che sui muri del nostro paese, della nostra scuola, appaiano delle scritte così gravemente offensive. Invitiamo tutta la cittadinanza ad offrire la massima collaborazione alle forze dell’ordine per individuare rapidamente i colpevoli di questi atti - ha tuonato il sindaco sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di Calimera - Questo atto, incivile e grave, è reso ancora più insopportabile dal momento in cui arriva, durante la settimana dedicata alla legalità, per onorare il nostro concittadino Antonio Montinaro. Calimera reagirà con la legalità e la civiltà di cui i suoi cittadini sono capaci».

La commemorazione a 60 anni dalla nascita di Montinaro

Nato a Calimera l'8 settembre 1962, il caposcorta Montinaro proprio oggi avrebbe compiuto 60 anni. Per ricordare il poliziotto in questi giorni è arrivata nel Comune salentino la Quarto Savona 15, ovvero la teca con i resti della Fiat Croma blindata, l’auto apripista su cui viaggiavano gli agenti della scorta di Falcone e resterà a Calimera, in piazza del Sole, fino al 10 settembre. Intanto oggi dalle 17 si terrà  la cerimonia che vedrà presenti anche Giovanni Montinaro figlio di Antonio e il Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, Prefetto Maria Luisa Pellizzari. Il programma della cerimonia prevede dalle 18 la presentazione del progetto Conservare la memoria per costruire il futuro con Matilde Montinaro, sorella di Antonio Montinaro.

Sono attesi a Calimera, oltre al sindaco e a Giovanni Montinaro - figlio di Antonio - anche il questore di Lecce, Andrea Valentino, il presidente Regione Puglia Michele Emiliano, il vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, Prefetto Maria Luisa Pellizzari.

Bellanova «Scritte offensive e vili»

«Antonio Montinaro è stato un servitore dello Stato, ucciso dalla mafia nella strage di Capaci mentre compiva il proprio dovere come caposcorta di Giovanni Falcone. Conosceva esattamente i rischi a cui andava incontro ma non si è sottratto - scrive la viceministra Teresa Bellanova, presidente di Italia Viva, sul suo profilo social - perché alla mafia e a quella zona grigia che nutre i legami con la criminalità organizzata bisognava e bisogna rispondere a testa alta, sapendo come legalità e democrazia sono intimamente connesse. Ne va della vita delle comunità e anche della costruzione del futuro. Oggi avrebbe compiuto 60 anni. Il coraggio, il senso del dovere, la responsabilità e la memoria di chi ha servito lo Stato sono sacri. Chi li infanga, anche con scritture vergognose sui muri offensive e vili, offende noi tutti e colpisce al cuore quel futuro che è un diritto delle nuove generazioni».

La Cgil: «Sdegno e ferma condanna»

«Esprimo a nome di tutta la Cgil sdegno e ferma condanna per le scritte apparse stamane a Calimera. Asserire che “l’antimafia tortura” o chiedere l’abolizione del carcere duro per reati di mafia equivale a dire sì alla mafia: in un territorio come il nostro, che conosce la piaga della criminalità organizzata, è un fatto inammissibile. Ed è ancora più assurdo che le scritte siano apparse mentre a Calimera sono esposti i resti della Fiat Croma blindata, l’auto apripista su cui viaggiavano gli agenti della scorta di Giovanni Falcone, per celebrare i 60 anni di Antonio Montinaro, l’agente caposcorta del magistrato che perse la vita a Capaci il 23 maggio 1992», dice la segretaria generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi.

Mandoi: «Lo strumento del 41 bis è essenziale»

«Queste - afferma Francesco Mandoi ex Magistrato, già Sostituito Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e attuale candidato del M5S alla Camera, riferendosi alle scritte contro il 41 bis - sono le storiche richieste della mafia alle quali deve necessariamente far fronte non un’indignazione di facciata ma la mobilitazione dell’intera società civile. Sollecito un esplicito impegno da tutte le forze politiche in questa campagna elettorale perché lo strumento del 41 bis, essenziale per il contrasto alle mafie, venga confermato senza stravolgimenti nel nostro ordinamento giuridico». 

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