Antonio Montinaro, lite tra i fratelli del caposcorta di Falcone: «Esclusi dall'associazione insieme a nostra madre»

Antonio Montinaro, lite tra i fratelli del caposcorta di Falcone: «Esclusi dall'associazione insieme a nostra madre»
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Mercoledì 7 Settembre 2022, 18:29 - Ultimo aggiornamento: 8 Settembre, 14:55

Calimera ricorda il suo concittadino Antonio Montinaro con una cinque giorni in occasione di quello che sarebbe stato il 60° compleanno del caposcorta del giudice Falcone morto nella Strage di Capaci. Su iniziativa dell’Associazione guidata dalla sorella di Antonio, Matilde Montinaro, la Quarto Savona 15, i resti della Fiat Croma su cui viaggiavano gli agenti della scorta, è tornata in Salento. E una serie di iniziative, con testimonianze, musica, arte e teatro, ricorderanno la vita e la figura del poliziotto.

La lettera dei fratelli Brizio e Donata: «Ecco perché non ci saremo»

Ma a turbare il clima di vicinanza alla famiglia, arriva l'assenza dei fratelli Brizio e Donata Montinaro. I motivi che hanno spinto Brizio e Donata a non partecipare alla manifestazione li spiega lo stesso Brizio in una lettera al Questore Andrea Valentino: «A causa di una complessa disarmonia familiare che ha portato nostra sorella Matilde a decidere di rompere qualsiasi rapporto con me e con la sorella maggiore Donata, dobbiamo declinare tale invito per evitare qualsiasi disagio che potrebbe derivare da prese di posizione esacerbate di Matilde come avvenuto, purtroppo, altre volte».

La lite tra fratelli sull'associazione in memoria di Antonio

All'origine delle incomprensioni ci sarebbe stata la costituzione dell'associazione: «Ero convinto che non fosse necessario precisare che nella costituenda associazione “Nomeni per Antonio Montinaro”, questo era il nome originario deciso, tutti i familiari avrebbero dovuto essere annoverati come soci fondatori - spiega Brizio -. Ebbene dopo qualche giorno dalla inaugurazione pubblica a Calimera in presenza delle Istituzioni e di tutti noi fratelli compresa la mamma ancora in vita, rimasi esterrefatto nel constatare che nella associazione “Nomeni per Antonio Montinaro” nessuno dei fratelli era stato annoverato come socio fondatore e persino mia madre ne fu esclusa. Non comprendemmo per quale motivo egotico e narcisista Matilde decise di fare tutto ciò. Paradossale, peraltro, il nome deriva dal termine “griko” che in italiano vuol dire “Insieme”».

«Da allora - prosegue Brizio -, Matilde ha iniziato a comportarsi sempre più come se l’unica sorella di Antonio fosse lei. Ovviamente da allora tutto è cambiato fino a decidere negli anni, lei deliberatamente, di chiudere qualsiasi rapporto in modo definitivo sia con me che con la sorella maggiore Donata. Ancora adesso non comprendiamo cosa possa spingere nostra sorella a tali comportamenti. È quindi con vero rammarico ed imbarazzo - conclude la lettera - che non possiamo presenziare alla manifestazione». 

No alla spettacolarizzazione dell'evento

«Saremmo grati se gli organizzatori della manifestazione - concludono -, che prevede di ospitare la teca contente i resti dell’autovettura della scorta denominata “Quarto Savona 15”, non operino come fecero nel 2017 sempre a Calimera simulando acusticamente l’esplosione alle 17,57 - di legge ancora nella dolorosa lettera dei fratelli -. Anche quel giorno non c’eravamo durante la manifestazione, ero sulla tomba di Antonio a Palermo, e quando alcuni amici ci riferirono di questa poco seria modalità di spettacolarizzare un evento così grave e traumatico, rimanemmo allibiti. Ci scusiamo di aver precisato meglio il nostro diniego a partecipare alla manifestazione ma ormai negli ultimi anni che ci restano abbiamo l’obbligo morale di dire, anche se con garbo, ciò che approviamo e disapproviamo», concludono Brizio e Donata, «tale obbligo morale è imposto oltremodo al solo pensiero di quante vittime la nostra povera Patria ha visto perire in tantissime stragi».

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