Roma, in arrivo 4,3 milioni di euro per realizzare progetti di spettacoli dal vivo

Sono fondi messi a disposizione dal Ministero nel quadro del Fus

Venerdì 20 Maggio 2022
Arrivano nella Capitale 4,3 milioni di euro per realizzare progetti di spettacolo dal vivo

In arrivo oltre 4,3 milioni di euro del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) per progetti di spettacoli dal vivo da realizzarsi a Roma e nel territorio della Città Metropolitana. È stata infatti approvata oggi dalla Giunta capitolina una delibera, proposta dall’assessore alla Cultura Miguel Gotor, che autorizza il Dipartimento Attività Culturali di Roma Capitale a richiedere al Ministero della Cultura l’erogazione di risorse 4.337.431,49 euro. Sono fondi messi a disposizione dal Ministero nel quadro del Fus per la realizzazione di progetti di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche delle città metropolitane che valorizzino il patrimonio culturale immateriale delle periferie, contribuiscano al riequilibrio territoriale e promuovano iniziative formative e attivino laboratori dedicati alle arti performative.

 

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Le proposte progettuali e gli schemi di bandi pubblici tramite i quali i contributi economici verranno materialmente erogati, saranno comunicate dal Dipartimento Attività Culturali alla Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura entro il 31 maggio e i progetti dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2022 in relazione alle risorse assegnate dal Ministero.

Inoltre, la deliberazione ha approvato anche uno schema di accordo tra Roma Capitale e la Città Metropolitana di Roma in forza del quale un terzo dei fondi ricevuti dal Ministero della Cultura verranno attribuiti a quest’ultima.

«Voglio ringraziare il ministro Dario Franceschini per aver reso possibile l’accesso a questa ulteriore, importante somma – ha dichiarato l’assessore Miguel Gotor – grazie alla quale potremo dare, nel corso dei prossimi mesi, un’ulteriore sostegno agli operatori del settore dello spettacolo dal vivo e nel contempo rendere più vivace la scena culturale delle nostre aree periferiche».

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