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Progettavano di uccidere un imprenditore, la difesa: «Reato mai messo in pratica». Respinto il ricorso

Progettavano di uccidere un imprenditore, la difesa: «Reato mai messo in pratica». Respinto il ricorso
2 Minuti di Lettura
Sabato 27 Agosto 2022, 11:01

Il tribunale della libertà di Bari ha rigettato i ricorsi difensivi di Emiliano Francavilla, Giovanni Consalvo, Giuseppe Sonnino e Michele Ragno fermati il 22 luglio scorso perché accusati di voler uccidere l'imprenditore edile Antonio Fratianni in un agguato che doveva essere eseguito nel pressi del casello autostradale di Foggia e che fu sventato dalla polizia. Gli avvocati Claudio Caira e Antonello Genua sostengono che non ci sono indizi sufficienti e che il presunto progetto di omicidio non entrò mai nella fase esecutiva per cui il reato non sussiste.

La ricostruzione della DdA

Secondo la DdA di Bari e la squadra mobile Fratianni doveva essere ucciso per non aver restituito ai Francavilla circa 600 mila euro proventi di attività illecite che doveva investire per conto del clan. Lo stesso Fratianni è detenuto dallo scorso 2 agosto in quanto accusato del duplice tentato omicidio di Antontello Francavilla (fratello di Emiliano e come lui al vertice dell'omonimo clan) e del figlio minorenne avvenuto il 2 marzo scorso a Nettuno, in provincia di Roma, nell'abitazione dove il capo clan era detenuto agli arresti domiciliari per estorsione. 

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