Pronto un agguato per uccidere un imprenditore: sette fermi della Polizia

Pronto un agguato per uccidere un imprenditore: sette fermi della Polizia
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Venerdì 29 Luglio 2022, 14:33 - Ultimo aggiornamento: 1 Agosto, 15:00

Avevano preparato un agguato che avrebbero dovuto mettere in atto la sera del 26 giugno, all'uscita del casello 'Foggia - Zona Industriale', al momento del rientro della vittima da una località balneare, ma la Polizia è riuscita a sventarlo arrestando due presunti componenti del commando.

L'accusa di tentato omicidio 

Agenti della Squadra Mobile della Questura del capoluogo dauno, supportati dagli agenti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile della Questura di Bari, nei giorni scorsi al termine delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, hanno eseguito un provvedimento di fermo d'indiziato di delitto emesso dal pubblico ministero della Dda, titolare delle indagini, nei confronti di sette persone ritenute, in attesa del successivo vaglio dell'Autorità Giudiziaria, gravemente indiziate dei delitti di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, tentata estorsione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, tutti aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa.

Le indagini

Grazie ad appostamenti, pedinamenti, presidi tecnologici si è riusciti a individuare tra i partecipanti all'operazione un esponente di primissimo piano del clan mafioso 'Sinesi-Francavilla'. In particolare, il commando, tramite un dipendente infedele della vittima designata, un imprenditore, aveva posizionato al di sotto dell'auto di quest'ultimo un dispositivo gps, per monitorarne gli spostamenti, che è stato scoperto dagli investigatori della Squadra Mobile. Questi ultimi sono potuti poi risalire anche alla data e al luogo in cui si sarebbe realizzato l'agguato. Così gli investigatori sono intervenuti scongiurando che il gruppo, già armato e posizionato, facesse fuoco ai danni della vittima. Sono stati bloccati subito i due presunti componenti del commando, che si erano appostati in un casale abbandonato a ridosso dell'uscita autostradale Foggia Zona Industriale, con il compito di monitorare l'uscita della vittima dal casello e dare il via libera all'azione delittuosa con utenze dedicate.

La base logistica in campagna

La casa di campagna di due dei sette indagati, destinatari del provvedimento di fermo, è stata individuata come la base logistica del gruppo criminale. Nel corso di una perquisizione sono stati rinvenuti auto, documenti d'identità e utenze cellulari, sequestrati a carico dei presunti autori del tentato omicidio. Inoltre nella base logistica è stato notato il transito di una Fiat 500 rossa a forte velocità, che avrebbe dovuto essere usata dal per compiere l'agguato.

L'inseguimento

Ingaggiato l'inseguimento, le pattuglie delle Squadre Mobili e dello Sco hanno fermato la vettura dopo svariati chilometri bloccando la stessa con a bordo uno dei partecipanti all'azione delittuosa, ed in particolare il presunto autista. Nella Fiat sono stati rinvenuti una bottiglia di benzina e dei bengala che sarebbero serviti per incendiare l'auto dopo l'omicidio e cancellare ogni tipo di prova. Inoltre il commando, determinato ad uccidere la vittima designata, avrebbe avuto a disposizione un ingente quantitativo di armi. Sono in corso approfondimenti investigativi finalizzati ad individuare il movente dell'agguato sventato e a ricostruire i rapporti precedenti tra l'imprenditore e gli esponenti della batteria 'Sinesi -Francavilla, clan potente della mafia foggiana.

Le estorsioni e lo spaccio

Le indagini hanno, inoltre, acquisito gravi indizi di colpevolezza  nei confronti di due degli autori del tentato omicidio, tra cui l'esponente di primissimo piano della batterià, in ordine ad una tentata estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosa, commessa nei confronti di uno spacciatore di droga, al fine di imporre la fornitura della cocaina dal canale dell'organizzazione criminale.Infine a carico di quest'ultimi, nel provvedimento di fermo, è stato contestato  il delitto di cessione di sostanza stupefacente del tipo cocaina del valore di 3.000 euro a soggetti foggiani e sanseveresi. Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, ha convalidato il fermo e ha emesso, oggi, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti degli indagati. 

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