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Viaggiavano con 26 chili di cocaina sotto il sedile: arrestati a San Severo. Sui panetti la foto di Al Capone

Viaggiavano con 26 chili di cocaina sotto il sedile: arrestati a San Severo. Sui panetti la foto di Al Capone
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Martedì 20 Settembre 2022, 09:55 - Ultimo aggiornamento: 14:52

Nascondevano in auto 26 chili di cocaina purissima che una volta immessi sul mercato avrebbero fruttato oltre 5 milioni di euro. Sono stati scoperti da finanzieri del comando provinciale di Foggia durante un controllo in una stazione di servizio nelle vicinanze di San Severo (Foggia) e arrestati.

Due arresti

Due persone, un uomo e una donna di origini albanesi, sono state arrestate con l'accusa di traffico e detenzione illecita di sostanza stupefacente. In particolare, i finanzieri hanno notato un'autovettura con targa svedese che si era appena fermata in una stazione di servizio in prossimità di San Severo. I due indagati, che avevano un passaporto svedese, hanno manifestato da subito un certo nervosismo. Questo ha insospettito i finanzieri che hanno proceduto ad una perquisizione del mezzo.

I panetti di cocaina sotto i sedili

Così i militari hanno scoperto due doppifondi comandati da un sistema di apertura idraulico, uno sotto il sedile dell'autista e l'altro sotto quello del passeggero, contenenti i panetti di cocaina.  Ci sono anche le foto del boss statunitense Al Capone alcuni dei sui 24 panetti di cocaina purissima, del peso complessivo di 26 chili, sequestrati dai militari della Guardia di finanza a San Severo. La droga era nascosta nell'auto (con targa svedese) di due cittadini albanesi di 35 anni, arrestati con l'accusa di traffico e detenzione illecita di sostanza stupefacente. Si tratta del più importate sequestro di cocaina eseguito in Capitanata negli ultimi 20 anni. Chi indaga sostiene che un volta immesso sul mercato illecito lo stupefacente avrebbe fruttato 5 milioni di euro. I due indagati si sono limitati a dire che di lì a breve si sarebbero dovuti imbarcare per la Grecia. I finanziari stanno proseguendo le indagini per cercare di risalire sia al mercato di approvvigionamento della cocaina, sia per tentare di cristallizzare la posizione dei due indagati, ovvero se rivestano il solo ruolo di corrieri della droga o facciano parte di batterie criminali locali.

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