Recovery Plan, in 3 anni 94 miliardi. E con i fondi Ue il totale cresce a 310

Martedì 12 Gennaio 2021 di Andrea Bassi e Rosario Dimito
Recovery Plan, in 3 anni 94 miliardi. E con i fondi Ue il totale cresce a 310

Il Recovery plan italiano punta a correre. Nel documento inviato ieri ai partiti della maggioranza (172 pagine di progetti e riforme), viene spiegato che l’Italia ha intenzione di impegnare il 70% dei sussidi europei entro il 2022 effettuando i relativi pagamenti entro il 2023. Se a questo si aggiungono anche i prestiti e soldi degli altri fondi europei, la massa di risorse che sarà movimentata nei prossimi 36 mesi ammonta a 94 miliardi di euro. Intanto aumenta ancora la dotazione del Recovery Plan. L’ultima bozza a cui hanno lavorato ieri Roberto Gualtieri, Giuseppe Provenzano e Vincenzo Amendola fa lievitare l’impiego delle risorse oltre quota 223 miliardi, che aggiunti agli ordinari fondi Ue porta il totale a 310 miliardi. Per Turismo e cultura 4.0 il totale è salito di 4 miliardi a quota 8. 

 

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E ad allargare l’ammontare ha contribuito l’ulteriore arrotondamento in agricoltura. Delle sei missioni del progetto, la seconda (“Rivoluzione verde e transizione ecologica”) sarebbe stata incrementata a un totale di 67,5 miliardi, di cui impresa verde ed economia (5,2 miliardi) con un’aggiunta di 1,6 miliardi. La filiera agricola avrà 2,97 miliardi e 1 miliardo per la forestazione più 2,3 miliardi per infrastrutture di forestazione. Gualtieri h introdotto oltre all’impatto green chiesto dalla Ue su ogni progetto, altri tre impatti specifici: di genere (in tutte le missioni e componenti), territoriali con una enfasi speciale al mezzogiorno, generazionali. Donne, giovani e Sud, vengono messi al centro dell’azione.

 

 

Digitalizzazione

Assunzioni PA, 500 milioni di fondi in meno

Uno dei capitoli “limati” è quello che riguarda la modernizzazione della pubblica amministrazione, inserito all’interno del macro tema della digitalizzazione. Dentro la modernizzazione della Pa c’è anche il «reclutamento del capitale umano», ossia le assunzioni straordinarie per inserire all’interno dei ranghi dello Stato personale con competenze digitali. Nelle vecchie bozze questo capitolo poteva contare su 2,5 miliardi di stanziamenti. Nella versione finale del testo è sceso a 2 miliardi, perdendo 500 milioni di fondi. Sale invece lo stanziamento per la banda larga (5,39 miliardi, due in più rispetto alla versione precedente.

 

Rivoluzione verde

Superbonus 110% e edifici pubblici sostenibili

La rivoluzione verde è il principale capitolo del Recovery plan, come richiesto dalle regole europee per l’accesso ai fondi. La parte del leone la gioca l’efficientamento energetico degli edifici, sia pubblici che privati. Ai primi vengono destinati quasi 17 miliardi di euro, mentre per i secondi lo stanziamento complessivo è di 25,44 miliardi. Il principale strumento per raggiungere questo obiettivo resta il superbonus del 110% che, nel complesso, ottiene uno stanziamento aggiuntivo di 3 miliardi. Altro capitolo “pesante” è il trasporto locale green che comprende il rinnovo del parco autobus, e che vale 16,7 miliardi di euro. 

 

Infrastrutture

L'Alta Velocità ottiene altri 4,5 miliardi

Uno dei capitoli alle quali il ministero dell’Economia ha messo maggiormente mano è quello delle infrastrutture. I progetti sono stati aumentati, anche perché sono quelli che più incidono sulla crescita economica. L’Alta velocità di rete e la manutenzione stradale, per esempio, sono passate da un totale di 23,7 miliardi fino a 28,3 miliardi, circa 4,6 miliardi di euro in più. Qualche fono in meno (380 milioni per l’esattezza), li hanno ottenuti la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di strade, viadotti e ponti. Per gli altri interventi su porti, infrastrutture e reti Ten-T sono stati stanziati in tutto 3,24 miliardi di euro. 

 

Istruzione

Finanziati alloggi, borse e tempo pieno

La novità dell’ultima ora è la nascita di un «Fondo tempo-scuola con potenziamento attività tecnologiche e culturali per tutti gli ordini». Uno stanziamento di 630 milioni di euro per tenere le scuole aperte più a lungo. C’è poi un miliardo di euro per gli alloggi agli studenti (solo investimenti, non sussidi), mentre sarebbero stati eliminati gli 890 milioni per le borse di studio e l’esenzione dalle tasse scolastiche. Al potenziamento della didattica, alle materie Stem e al multilinguismo, vanno 3,94 miliardi di euro. Un miliardo di euro viene destinato al Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca. Per la riforma degli Its stanziati 1,5 miliardi.

 

Coesione sociale

Per gli asili-nido stanziati 3,6 miliardi

Per aiutare le donne e rafforzare la parità di genere, viene rafforzato lo stanziamento per i nuovi asili nido. Il totale passa da 2,41 miliardi a 3,6. In Italia oggi ci sono 335 mila nidi, di cui metà pubblici, con un tasso di copertura della fascia da 0 a 3 anni pari al 24,7 per cento del totale. Quel tasso dovrebbe raggiungere il 33 per cento secondo la raccomandazione Ue per il 2010. Nello stesso capitolo ci sono anche i fondi per le politiche attive del lavoro (che ammontano a 3 miliardi di euro) ed è spuntato uno stanziamento di 600 milioni di euro per l’apprendistato duale, un contratto che prevede la concomitanza di istruzione e formazione professionale.

 

Salute

4 miliardi in più per telemedicina e nuovi ospedali

La salute, il capitolo attorno al quale si sono concentrate le polemiche politiche, ha ottenuto un rafforzamento dei fondi. Le bozze presentate a dicembre avevano riservato uno stanziamento di 9 miliardi di euro ai quali, tuttavia, andavano sommati i 5,5 miliardi previsti per la modernizzazione e la costruzione di nuovi ospedali. Insomma, si partiva comunque da circa 15 miliardi, ai quali sono stati aggiunti altri 4 miliardi circa. Il programma che attrae la maggior parte dei fondi è il potenziamento dell’assistenza sanitaria e la rete territoriale (ci sono 5,74 miliardi). Ci sono anche la telemedicina con la casa come primo luogo di cura (980 milioni).

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