Il Salento preistorico protagonista di "Ulisse". Con Alberto Angela alla scoperta delle grotte di Nardò

Il Salento preistorico protagonista di "Ulisse". Con Alberto Angela alla scoperta delle grotte di Nardò
di Giuseppe TARANTINO
3 Minuti di Lettura
Martedì 1 Marzo 2022, 19:46 - Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 09:55

Tre giorni di riprese su quattro siti di grandissimo interesse scientifico: il territorio di Nardò e i tesori archeologici della preistoria, tra i più importanti d’Europa, protagonisti di una puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta”, la seguitissima trasmissione di Rai Uno condotta da Alberto Angela, che andrà in onda il prossimo aprile. 

Il Salento in tv


La Grotta Uluzzo, la Grotta del Cavallo, la Grotta di Capelvenere, nel parco di Porto Selvaggio, ed il Museo della Preistoria di Nardò, sono stati i luoghi di racconto, scelti dalla redazione della trasmissione Rai, che da mercoledì a venerdì della scorsa settimana hanno visto impegnati a Nardò la troupe televisiva guidata dal regista Gabriele Cipollitti, e il noto conduttore e divulgatore scientifico Alberto Angela.

 


La puntata “neritina” di “Ulisse, il piacere della scoperta”, sarà dedicata all’uomo di Neanderthal: sarà un viaggio antropologico, storico e culturale alla scoperta delle origini dell’uomo. Proprio il Distretto della Preistoria di Nardò, infatti, custodisce, in siti compresi anche nel parco di Porto Selvaggio, un enorme patrimonio geo-paleontologico e archeologico costituito da affioramenti cretacici di circa 70 milioni di anni fa, da almeno 8 grotte intensamente frequentate dai primi gruppi di Neandertal della regione e dai primi gruppi di Sapiens diffusisi nel continente europeo. Un patrimonio che fin dalla metà del secolo scorso ha interessato la comunità scientifica, che ha studiato la cosiddetta “civiltà Uluzziana”, con interventi in numerosi siti. 


«Con i collaboratori di Alberto Angela - spiega Filomena Ranaldo, direttrice del Museo della Preistoria di Nardò- dialoghiamo da mesi e insieme abbiamo effettuato diversi sopralluoghi. Tutto ciò si è concretizzato grazie alla sinergia tra le istituzioni e alla collaborazione di diversi esperti. Il valore paesaggistico, scientifico ed emozionale del Distretto della Preistoria di Nardò è oggi al centro di una strategia indirizzata verso un sistema integrato e aperto. È a partire da questa visione che stiamo mettendo in connessione il patrimonio storico di questi luoghi, finora noti prevalentemente a studiosi e appassionati, con la valenza estetica e identitaria percepita dalla comunità e, in generale, dai fruitori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA