Sicurezza sul lavoro, blitz degli ispettori nelle aziende brindisine

Sicurezza sul lavoro, blitz degli ispettori nelle aziende brindisine
di Salvatore MORELLI
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Giovedì 18 Agosto 2022, 21:33 - Ultimo aggiornamento: 21:35

Ammontano ad oltre 80mila euro le sanzioni elevate dagli ispettori del lavoro di Brindisi e Lecce nei confronti di titolari di aziende (risultate irregolari al 72% in materia di salute e sicurezza) che impiegavano anche un minore che non fruiva dei riposi settimanali. Scoperti inoltre altri 16 lavoratori in nero, tra i cui un extracomunitario privo di permesso di soggiorno. In seguito ai controlli, sono stati adottati 5 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale. In totale, ammontano a 18 gli accessi ispettivi avvenuti nel settore dei pubblici esercizi, eseguiti inoltre da una task-force multi-agenzia che visto in azione i carabinieri del Nil, i mediatori culturali (messi a disposizione dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e il personale della Polizia di Stato della Questura di Brindisi. Il progetto “Alt Caporalato!”, finalizzato alla lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro, ha visto identificare nell’intera provincia 153 i lavoratori, dei quali 139 italiani, un lavoratore comunitario e 13 provenienti da paesi extra-Ue.

Irregolarità in tre aziende su quattro

Nella fase dello svolgimento degli accessi è risultato irregolare il 72 per cento delle aziende ispezionate, dove (in particolare) sono state riscontrate violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro: 51 i lavoratori scoperti a svolgere un rapporto di lavoro in violazione alla normativa che regola gli orario di lavoro. Tra cui quello di un minorenne.

Il piano

Il contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato fa parte di un Piano triennale (2020-2022) che si articola in tre diverse fasi: analisi del fenomeno, interventi di natura emergenziale (nelle aree più critiche) e un’azione di sistema che abbraccia tutto il territorio nazionale con attività di vigilanza e contrasto allo sfruttamento lavorativo, protezione, assistenza e reinserimento socio-lavorativo delle “vittime”. Per l’attuazione del Piano sono stati stanziati oltre 700 milioni di euro.

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