Dimessi gli ultimi 3 pazienti contagiati e ora guariti: anche il Perrino è Covid free

Mercoledì 17 Giugno 2020 di Maurizio DISTANTE
Non ci sono più pazienti affetti da Covid ricoverati nell'ospedale Antonio Perrino di Brindisi. Nelle scorse ore, infatti, sono stati dimessi gli ultimi tre utenti ricoverati nel reperto di Malattie infettive a causa del coronavirus, tra i quali anche l'uomo che per primo ha ricevuto le infusioni di plasma iperimmune. In parole povere, il Perrino è una struttura Covid free: a dare la notizia è stato il direttore del reparto, Domenico Potenza.

«In questi giorni spiega il primario - abbiamo dimesso gli ultimi tre pazienti, tutti con doppio tampone negativo. Questa mattina un uomo con pluripatologie è stato trasferito dai familiari in una struttura per lungodegenti; in precedenza, il paziente sottoposto alla terapia con plasma iperimmune è stato ricoverato nell'ospedale di Ostuni per la riabilitazione respiratoria; per la terza paziente è in corso il trasferimento in una struttura per anziani».

L'annuncio delle dimissioni degli ultimi tre degenti per Covid fa il paio con le buone nuove che arrivano quotidianamente dai bollettini regionali sui contagi e da quelle contenute nei report Asl sull'indagine epidemiologica: considerata la riduzione dei positivi e l'attuale assenza di ricoverati al Perrino, fanno sapere dall'azienda, i dati della sorveglianza sanitaria saranno diffusi settimanalmente e non più ogni giorno.

L'esecuzione dei tamponi proseguirà quotidianamente fino alla completa negativizzazione degli attuali positivi. «Negli ultimi tempi - spiega Potenza - avevamo già un'ala del reparto non Covid ma da oggi ci dedicheremo soltanto a pazienti con patologie infettive come la tubercolosi, l'osteomielite e l'endocardite».
Il primario, dopo l'annuncio della triplice dimissione che ha chiuso una fase critica per l'intero territorio, ha offerto alcune riflessioni sul periodo appena passato e sull'esperienza accumulata, prezioso tesoro da mettere da parte e da recuperare in caso di necessità future, nel caso in cui il virus dovesse ripresentarsi nei mesi a venire. «Durante l'emergenza racconta ci siamo confrontati con un virus sconosciuto e abbiamo dovuto imparare sul campo, con il contributo di esperienze dei colleghi che avevano già affrontato il Covid. Siamo arrivati a riempire quasi tutti i venti posti letto del reparto. La malattia adesso è cambiata perché, nonostante i trecento nuovi casi di contagio registrati in Italia ogni giorno, non ci sono pazienti critici». Un'ultima considerazione del medico riguarda il plasma iperimmune.

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«Il plasma è un ottimo strumento che può servire nella fase viremica, prima che si arrivi al danno polmonare. In base alla nostra esperienza possiamo dire che il paziente sottoposto a infusione ha tratto benefici: sarebbero stati maggiori se avessimo avuto a disposizione il plasma dall'inizio. Nell'eventualità di una seconda ondata e con manifestazioni cliniche importanti conclude - questa terapia potrebbe essere fondamentale». Il Simt del Perrino, il servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale, in collaborazione con le unità operative maggiormente coinvolte nell'emergenza sanitaria, intanto ha chiuso il ciclo del plasma a Brindisi: mentre per il primo soggetto ricevente si è dovuti ricorrere a un plasma proveniente dal Policlinico di Bari, ora grazie al lavoro del Centro trasfusionale brindisino si può contare su donatori autoctoni, individuati tra i guariti dalla malattia sul nostro territorio.

Per il futuro, nella speranza di non averne bisogno, si potrà infondere il plasma al momento giusto, vista la disponibilità del farmaco e del protocollo da utilizzare per la ricerca di donatori dal titolo anticorpale sufficiente allo scopo. Al momento, comunque, le sacche iperimmuni rimarranno nei frigoriferi del Simt vista l'assenza di pazienti positivi all'interno del presidio ospedaliero brindisino. Ultimo aggiornamento: 10:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA