Sanità, pochi medici e caso al pronto soccorso. L'appello dei sindacati: «Rossi convochi la Conferenza dei sindaci»

Sanità, pochi medici e caso al pronto soccorso. L'appello dei sindacati: «Rossi convochi la Conferenza dei sindaci»
di Danilo SANTORO
4 Minuti di Lettura
Lunedì 21 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 08:23

Sanità, pochi medici e caso al pronto soccorso. L'appello dei sindacati: «Rossi convochi la Conferenza dei sindaci». «Chiediamo al sindaco di Brindisi Riccardo Rossi – come massimo responsabile della salute cittadina – di convocare con urgenza, senza indugi, la Conferenza dei sindaci per affrontare la lunghissima lista di problemi a cui purtroppo l’Asl di Brindisi non riesce a dare risposte». È la richiesta che il segretario generale della Cgil Brindisi Antonio Macchia, rivolge al primo cittadino del capoluogo adriatico alla luce delle criticità che ormai da mesi attanagliano la rete ospedaliera ed i servizi sul fronte sanitario nel territorio brindisino. 


«Il degrado della Sanità brindisina ha toccato il livello più basso della storia. E’ ormai palese- attacca Macchia - che le carenze organizzative della Asl Br fanno aumentare a dismisura il rischio clinico per ogni paziente che ha bisogno di cure. E questo è apparso in tutta la sua evidenza mercoledì sera quando i medici hanno dovuto invocare l’intervento dei carabinieri per denunciare il fatto che non riuscivano a dare assistenza alla fiumana di gente arrivata in ospedale. Ed è morta anche una donna. Certo se dei tre ospedali esistenti sulla carta l’unico di fatto operativo è quello di Brindisi – perché quello di Ostuni e di Francavilla Fontana sono stagliati fuori – allora si intuisce la mole di lavoro che può ricadere su due soli medici in servizio». Critiche su più fronti da parte del rappresentante sindacale. 


«È da mesi che la Cgil denuncia tutte le disfunzioni del sistema sanitario brindisino. Dalle liste d’attesa all’edilizia residenziale, dalla sofferenza dei precari del comparto alla drammatica carenza di organici in tutti i settori. Dal mancato completamento del Piano di riordino – spiega Macchia - al mancato rispetto dei Livelli essenziali di assistenza, alla medicina del territorio mai avviata e tutta una serie di altre carenze che costringono la gente o a fare viaggi della speranza – per chi può o a non curarsi più. E fanno scappare dalle strutture medici e personale sanitario costretti a turni stressanti, riposi annullati». Preoccupazioni espresse anche da Gianfranco Solazzo, segretario generale Cisl Brindisi. «Nonostante le tante risorse che il Pnrr ha messo a disposizione sulla medicina territoriale, continuiamo a registrare una criticità che aumenta sempre di più. Dovremmo far forza sulle strutture ed il personale che abbiamo a disposizione al netto che ricostruire una popolazione di medici e infermieri opportuna che effettivamente necessità il territorio non è facile da fare in pochi mesi ed in pochi anni». 

Le criticità

Resta la necessità di focalizzare l’attenzione sulla rete territoriale di assistenza. «Ora mi chiedo: i distretti, che rappresentano la struttura territoriale e che dovrebbero fare un po’ da filtro tra ospedali e pazienti, al momento ottemperano con efficienza ai loro compiti? L’attività ambulatoriale, domiciliare, la medicina generale: su questo andrebbe fatto un focus per vedere in quale maniera si può aggiustare il sistema attualmente presente sul territorio». Da qui la proposta della Cisl. «C’è da aprire un tavolo importante sulla sanità territoriale per vedere come affrontare criticità che stanno portando all’esasperazione, i pazienti, chi ha bisogno dell’emergenza, chi si affaccia ai pronto soccorso. Bisogna capire – concluse Solazzo - come filtrare queste attività». 
Già ieri anche il coordinatore provinciale della Uil Brindisi Fabrizio Caliolo aveva espresso i suoi timori sul presente e sul futuro per il sistema sanitario del Brindisino. «La medicina territoriale è poco più che uno slogan dei vari manager che si sono succeduti, lo si è visto in modo drammatico durante l’emergenza sanitaria. Le consulenze e gli esami diagnostici sono aberranti: spesso esami urgenti sono prenotati molti mesi, se non anni, a seguire. Ed in cittadine spesso completamente fuori portata per anziani, pazienti non autosufficienti e disabili». Caliolo aggiunge: Il risultato è un Perrino sempre più affollato e confusionario in cui converge un bacino d’utenza esteso quasi come l’intera provincia, con gli operatori sanitari, di ogni reparto ma specialmente del Primo Intervento, che sono allo stremo da troppo tempo. Per la UIL di Brindisi occorre aprire subito e con urgenza una Piattaforma di dialogo fra tutte le Istituzioni del territorio sul tema della riorganizzazione sanitaria sul nostro territorio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA