Brindisi, nuova vita per il “Picnic”: un bando per recuperare lo storico locale

Il degrado all'interno del Picnic
Il degrado all'interno del Picnic
di Maria Chiara CRISCUOLO
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Mercoledì 27 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 20:06

Dopo anni di chiusura e abbandono, un progetto ambizioso potrebbe recuperare un luogo simbolo per la comunità brindisina. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (Adspmam) ha pubblicato, nei giorni scorsi, sul proprio sito internet l’avviso per una manifestazione di interesse per la valorizzazione e la gestione dell’ex Picnic, ristorante molto in voga negli anni Cinquanta a Brindisi, ricadente nell’area demaniale marittima di giurisdizione dell’Ente. 

 

Il locale

Una struttura che ha rappresentato per tanto tempo una ferita per la città, proprio per lo stato di abbandono in cui è finita l’area nel corso degli anni. I vandali hanno distrutto quel locale che un tempo rappresentava la Brindisi del boom economico. Il bar, la cucina, la sala e il giardino esterno si presentano oggi come un ammasso di vetri rotti e scritte oscene di ogni tipo. Le vetrate sfondate (pericolose solo ad avvicinarsi) lasciano senza parole chi prova a buttarci all’interno lo sguardo. Quell’autorità di sistema è un avviso pubblico esplorativo, finalizzato a riscontrare l’eventuale appeal che la rivitalizzazione della struttura, attualmente non agibile, situata in località Sciaia- Bocche di Puglia, potrebbe avere sul mercato, nel tentativo di verificare la possibilità di un suo recupero.

I criteri

La concessione demaniale marittima avrà una durata di 20 anni e sarà rilasciata per l’esercizio di attività di ristorazione o affine. «Il manufatto - si legge nella note dell’Autorità di Sistema Portuale del mare adriatico meridionale - necessita di profondi lavori di ristrutturazione che l’aggiudicatario della procedura ad evidenza pubblica dovrà assumere a proprio carico. La struttura occupa una superficie di circa 650 metri quadri; mentre, l’annessa area scoperta ha una superficie di circa 380 metri quadri».

Il 15 ottobre prossimo, quando scadrà l’avviso, sulla scorta delle manifestazioni di interesse pervenute, l’Ente portuale pubblicherà un bando aperto; la presentazione, pertanto, di un’istanza, in questa fase, non comporta alcun obbligo, né di chi la sottopone, né, quanto meno, dell’Ente. 
Il valore presumibile della concessione, - prosegue l’Adspmam - per l’intera durata ventennale, si ritiene possa essere di circa 340 mila euro. Il canone annuo base 2022, soggetto annualmente a rivalutazione Istat, sarà di 17mila euro. Un importo calcolato valutando una riduzione sino ad un massimo del 50% per la fase di realizzazione e costruzione. Si tratta di un provvedimento straordinario, che comunque non potrà protrarsi per più di 36 mesi dal rilascio del titolo concessorio, che l’Ufficio Demanio dell’Ente ha inteso adottare per favorire l’interesse di possibili imprenditori, proprio in ragione dell’importante investimento previsto. 

«Lo riporteremo ai fasti del passato»

«Intendiamo capire se vi siano imprenditori disponibili a ristrutturare e a riportare agli antichi fasti lo storico locale- commenta il presidente dell’Adspmam, Ugo Patroni Griffi - e per agevolare l’investimento abbiamo previsto, muovendoci nei contorni delle disposizioni di Legge, una sostanziale riduzione del canone annuo. L’obiettivo è quello di contribuire a rilanciare un tratto di costa, a ridosso del centro abitato, che potrebbe diventare attrattivo e qualificante; investendo su un valore identitario suggestivo, reso particolarmente tipico dalle peculiarità dei ristoranti che nascono in quelle città che hanno la fortuna di avere il mare in casa».

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