Corsa per il Parlamento, Verde Europa e la carta Rossi: gli scenari a Brindisi

Corsa per il Parlamento, Verde Europa e la carta Rossi: gli scenari a Brindisi
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Martedì 26 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 11:19

Gli incastri. Complicati. Difficili. E poi la riduzione dei posti, con collegi più ampi. Meno seggi ma ambizioni personali in aumento. E neanche la provincia di Brindisi fa eccezione di fronte a un quadro politico che a due mesi dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento è ancora incerto. Sicuramente in subbuglio dopo la caduta del governo Draghi che aprirà ora a progetti politici diversi, per alcuni impensabili fino a poco fa. Alleanze vecchie e nuove incideranno sulle candidature. 

Il piano

C’è chi tenterà per la seconda volta consecutiva il grande salto a Roma, e chi invece dalle retrovie punterà a scardinare liste bloccate o posizioni di vantaggio nel proporzionale. Altri invece si giocheranno le loro chance all’uninominale: il “faccia a faccia” con un unico vincitore, tanto alla Camera quanto al Senato. Nel 2018 anche in provincia di Brindisi il Movimento Cinque Stelle fece l’en plein. A distanza di oltre quattro anni per lo scenario nazionale ancora troppo incerto la partita sembra aperta. Resta da capire, però, il ruolo che potranno avere, anzi i posti nelle liste, dei parlamentari brindisini uscenti: Mauro D’Attis (Forza Italia), Valentina Palmisano (Movimento Cinque Stelle) e Anna Macina (Insieme per il futuro) hanno già fatto intendere che puntano al bis. Stessa cosa potrebbe accadere il senatore Luigi Vitali, parlamentare di lungo corso, ma da tempo in rotta con Forza Italia, incognita non da poco. Anche per lui decisive saranno le prossime settimane. Questo in quadro degli uscenti. Lunga, è, invece la lista di chi vorrebbe tornare tra i banchi del Parlamento Italiano, o chi invece dopo la delusione di quattro anni fa un pensierino a giocarsi le proprie chance il 25 settembre del 2022 lo sta facendo. 

Il centrosinistra dovrà individuare innanzitutto il perimetro della coalizione: al momento, l’accelerata sulle elezioni impressa dallo scioglimento anticipato delle Camere, potrebbe riaprire i giochi nel capoluogo. Che il sindaco Riccardo Rossi fosse deciso a puntare alla ricandidatura a primo cittadino per le amministrative del 2023, è cosa nota. Ma è altrettanto vero che l’adesione di Rossi a “Europa Verde”, unico sindaco di un comune capoluogo espressione del movimento, possa spingere i coordinatori nazionali Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, a chiedergli un impegno diretto in questa campagna elettorale. Tra i temi in primo piano nel dibattito, del resto, c’è quello legato alla Transizione energetica. E Brindisi è destinata ad assumere un ruolo strategico. Ad ogni modo, i tempi sono strettittisimi. Per legge il primo cittadino in caso di candidatura dovrebbe dimettersi entro 7 giorni dallo scioglimento delle Camere, quindi entro giovedì prossimo. Detto questo, anche sul territorio sono giorni frenetici in seno al Pd. Con diversi, ipotetici protagonisti. Non è escluso che possa esserci il coinvolgimento di Francesco Cannalire o Francesco Rogoli, rispettivamente segretario cittadino e provinciale dei Dem. E poi c’è sempre nel Brindisino la variabile costituita dal consigliere regionale Fabiano Amati, l’uomo dei record di preferenze personali nel 2020, trascinatore in termini di voti due anni fa, che già nel 2018 tentò la corsa a Palazzo Madama. Ma così come ci potrebbero essere outsider nel centrodestra, anche l’area progressista potrebbe riservare qualche nome non nuovo, ma con alle spalle lunghe esperienze amministrative: è il caso dell’ex sindaco di Ostuni Domenico Tanzarella. Tutte ipotesi che andranno eventualmente confermate, che al momento si scontrano con una certezza: l’assenza di uno schema ben definito delle coalizioni in campo, in vista del ritorno alle urne tra due mesi ,il 25 settembre. 
Nel centrodestra, altri scenari possibili. Detto di D’Attis, è già quasi in campo anche Vittorio Zizza, ex sindaco di Carovigno, in passato senatore e attuale segretario provinciale della Lega: potrebbe essere un nome spendibile tanto al proporzionale quanto all’uninominale. Ma qui ritorna il “problema” degli incastri: ed in particolare a chi spetterà il collegio brindisino tra i partiti che comporranno la coalizione del centrodestra, dove a guadagnare non poche posizioni è Fratelli D’Italia, primo partito sul territorio alle regionali del 2020, tanto da riuscire ad eleggere, tra i banchi dell’opposizione, l’ex sindaco di Ceglie Luigi Caroli. È chiaro che deciderà Roma lo schema, e soprattutto il partito ed il candidato capofila nel collegio uninominale. Sarà una sfida aperta anche a possibili outsider. Nei mesi scorsi si era vociferata una possibile candidatura, con il partito della Meloni, dell’ex consigliere regionale Franco De Biasi. Altro nome che lo stesso partito della Meloni potrebbe spendere è quello dell’attuale sindaco di Torre Santa Susanna, Michele Saccomanno.

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