Antonio Matarrese, chi è l'ex presidente del Bari e della Figc coinvolto nell'inchiesta per bancarotta

Antonio Matarrese, chi è l'ex presidente del Bari e della Figc coinvolto nell'inchiesta per bancarotta
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Martedì 4 Ottobre 2022, 17:59 - Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 14:44

Indagati in otto a Bari con l'accusa di bancarotta fraudolenta per dissipazione. Tra di loro c'è anche Antonio Matarrese, 82 anni, barese e negli anni già presidente della Figc e dello stesso Bari. Il suo ufficio è stato perquisito dalla Guardia di Finanza. Coinvolto nell'inchiesta, per quanto solo a titolo di indagato, Matarrese è un volto noto del calcio italiano dello scorso secolo e dell'imprenditoria regionale e non solo.

La hall of fame del calcio italiano

Una vita sulla cresta dell'onda. È stato presidente del Bari dal 1977 al 1983 e amministratore delegato dal 2012 al 2014. Nel 2018 la Figc lo ha inserito nella hall of fame del calcio italiano. Da presidente del club fu l'artefice del "Bari dei baresi" di Enrico Catuzzi, capace di sfiorare la Serie A con un gruppo di ragazzi del posto. Ha avuto una carriera politica, deputato per cinque legislature con la Democrazia Cristiana (dal '76), poi passò al "Polo per le Libertà" e all'Udc, del quale è stato anche segretario provinciale. 

La presidenza della Figc e le polemiche dopo la morte di Raciti

Una carriera importante anche in Figc. È stato presidente della Federazione dal 1987 al 1996, inserito nel comitato organizzatore dei Mondiali del '90. A Bari arrivarono i mondiali, con il San Nicola che ospitò anche la finale terzo e quarto posto. Fu presidente del comtato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo di Bari del 1997. La sua forte personalità fu importante per l'ascesa, dal punto di vista di "politica del pallone" di Bari. Presidente di Lega A dal 2006 al 2009. In questo periodo fu al centro di critiche per un intervento, subito dopo la morte dell'ispettore di Polizia, Filippo Raciti. Disse: «Lo spettacolo deve continuare, questa è un'industria tra le più importanti d'Italia, un'industria che paga i suoi prezzi. I morti del sistema calcistico purtroppo fanno parte di questo grandissimo movimento che le forze dell'ordine non sono ancora in grado di controllare», schierandosi contro la decisione della Figc di fermare i campionati per il weekend.

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