Floyd, autopsia ufficiale: «Fu omicidio». Disordini, Trump: terroristi, mobiliterò l'esercito. Poi esce dalla Casa Bianca e va a piedi in chiesa

Lunedì 1 Giugno 2020
Floyd, tre vittime e 50 agenti feriti. Nuova autopsia: «Morto per asfissia». Trump ai governatori: usate la forza

Grande tensione in America nella notte. «Mobiliterò l'esercito statunitense per fermare i disordini e l'illegalità», ha detto il presidente Donald Trump. «Il presidente ha il diritto di difendere il suo Paese e proteggere la sua nazione. Non possiamo permettere che le proteste pacifiche vengano manipolate da anarchici di professione e gruppi antifa», ha detto Donald Trump iniziando a parlare mentre attorno alla Casa Bianca la polizia ha caricato i manifestanti. «Siamo di fronte a un atto di terrorismo domestico», ha detto Trump.

«Io sono il vostro presidente dell'ordine e della legalità e un alleato di tutti i manifestanti pacifici», ha detto Trump, invocando il ricorso all'Insurrection Act del 1807, la legge che dà al presidente americano il diritto di dispiegare l'esercito all'interno degli Stati Uniti per sopprimere disordini, insurrezioni e rivolte. Vi ricorse George Bush padre per i disordini di Los Angeles seguiti al pestaggio di Rodney King nel 1992.

Altissima tensione attorno alla Casa Bianca mentre si era in attesa che il presidente Donald Trump parli alla nazione. Per far allontanate la folla che stava protestando pacificamente, a meno di mezzora dallo scattare del coprifuoco, è cominciato un lancio di lacrimogeni da parte della polizia che ha caricato i manifestanti anche a cavallo. Dalle immagini tv si vede gente correre e la polizia militare avanzare.

Gesto clamoroso del presidente americano Donald Trump che, scortatissimo, subito dopo le sue dichiarazioni alla nazione è uscito a piedi dalla Casa Bianca per dirigersi verso la vicina Saint John Epyscopal Church. Sullo sfondo i cori e le urla della folla di manifestanti che poco prima era stata caricata dalla polizia. Trump, seguito da un corteo di guardie del corpo e di membri della Casa Bianca e dell'amministrazione, si è fermato davanti alla Saint John Epyscopal Church davanti alla Casa Bianca alzando un braccio e mostrando alle telecamere una Bibbia. Accanto a lui tra gli altri il capo del Pentagono, Mark Esper, il ministro della Giustizia Williamn Barr, la figlia Ivanka (l'unica con la mascherina) e il genero Jared Kushner. Assente invece la first lady Melania. Con la Bibbia in mano, Trump ha quindi pronunciato solo poche parole: «Il Paese sta tornando più forte».

Il medico legale che ha effettuato l'autopsia sul corpo di George Floyd ha affermato che il 46enne afroamericano è morto per «un arresto cardiaco causato dalla pressione esercitata sul suo collo» dai poliziotti che lo avevano fermato. Dunque si è trattato di un «omicidio». In un rapporto preliminare si escludeva che questa fosse la causa della sua morte.

Sesto giorni di scontri, saccheggi negli Stati Uniti dopo la morte dell'afroamericano George Floyd durante un fermo di polizia a Minneapolis. La Casa Bianca è sotto assedio, Trump costretto a rifugiarsi nel bunker. Coprifuoco in decine di città, Washington compresa, dopo che decine di migliaia di persone sono ancora una volta scese in piazza. Un uomo è stato ucciso a Loiusville, verso mezzanotte, un’ora dopo che in città era stato imposto il coprifuoco dopo diverse notti di protesta. Altri due morti negli scontri di Davenport (Iowa) In 15 stati e nel distretto di Columbia sono state attivate oltre 5.000 unità della Guardia nazionale. A Los Angeles e nelle città limitrofe ci sono stati saccheggi. Il capo della polizia di Louisville, in Kentucky, è stato licenziato dopo che alcuni agenti hanno aperto domenica il fuoco contro i manifestanti uccidendo un afroamericano.

Nuova autopsia: «Morto per asfissia». George Floyd è morto per asfissia a causa di una compressione del collo e della schiena. Queste le conclusioni dell'autopsia indipendente condotta su richiesta della famiglia della vittima sul corpo dell'uomo deceduto nel corso di un fermo di polizia a Minneapolis. A riferirne sono stati due medici legali. «Le prove emerse coincidono con un'asfissia meccanica quale causa della morte», ha dichiarato la dottoressa Allecia Wilson che ha parlato di «omicidio». Il dottor Michael Baden ha detto a sua volta che Floyd è morto per «asfissia» a causa della compressione di collo e schiena. L'autopsia dimostra «che non ci sono problemi medici preesistenti che hanno causato o contribuito alla sua morte. Era in buone condizioni di salute», ha concluso.  

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Trump ai Governatori: non siate deboli

Donald Trump chiede ai governatori degli Stati americani di riprendere il controllo delle strade, di non essere «deboli» e di usare la forza di fronte alle proteste. Lo riportano alcuni media americani citando fonti vicine all'incontro in videoconferenza di Trump con i governatori americani. Siete degli «idioti» se non arrestate i manifestanti e non li lasciate in carcere per «lunghi periodi di tempo». Donald Trump non risparmia attacchi e parole dure ai governatori americani durante la video conferenza dedicata alle proteste per George Floyd. «Dovete dominare, se non lo fate sprecate il vostro tempo e vi travolgeranno facendovi apparire come degli idioti», dice Trump secondo quanto riportato dal New York Times, che ha ottenuto una registrazione della conversazione.

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L'agente arrestato in carcere di massima sicurezza. Derek Chauvin, l'ex agente della polizia di Minneapolis accusato di omicidio colposo per la morte dell'afroamericano George Floyd, è stato trasferito in un carcere di massima sicurezza della contea di Hennepin, in Minnesota. Lo rivela il New York Post citando un media locale. Chauvin domenica pomeriggio è stato trasferito due volte: prima dal carcere della contea di Ramsey all'Hennepin County Jail, e poi al Minnesota Correctional Facility - Oak Park Heights di Stillwater, un carcere di massima sicurezza che secondo il Department of Corrections statale «è il livello di custodia più elevato» in Minnesota.

Trump sotto assedio. Incendi a Washington dove proseguono le proteste davanti alla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump è sotto assedio: con lui nel bunker Melania e il figlio. Sfidando il coprifuoco, i dimostranti sono rimasti in zona e ogni tanto tornano a fronteggiare gli agenti schierati in linea con scudi e manganelli. I poliziotti hanno usato diverse volte i lacrimogeni, i gas urticanti e le granate stordenti per disperdere la folla. Alcuni manifestanti hanno acceso diversi roghi e danneggiato alcuni edifici.

Legalità e ordine. Donald Trump è un presidente di «law and order», legalità e ordine. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany con Fox. «È chiaro che gli Stati Uniti hanno bisogno di legge e ordine», aggiunge McEnany, precisando che Trump ha affrontato il tema della violenza più volte e che un suo intervento dallo Studio Ovale non fermerebbe Antifa, il movimento antifascista della sinistra antagonista.

Contatti Casa Bianca con afroamericani. La Casa Bianca sta valutando la possibilità di avviare contatti con alcuni leader della comunità afroamericana per «una sessione d'ascolto» nel corso della settimana, per tentare di trovare la risposta migliore alle proteste in corso in diverse città americane per la morte di Floyd. Lo rivelano alla Cnn fonti che si stanno occupando della questione. Intanto oggi il presidente Donald Trump ha in programma una conference call con alcuni governatori e responsabili della sicurezza nazionale.

Agente denunciato 18 volte. Derek Chauvin, l'ex agente di polizia di Minneapolis ripreso mentre blocca a terra George Floyd era stato denunciato 18 volte. A darne notizia è stato il Dipartimento di polizia. Tra questi - si legge sulla Cnn - figura anche Kristofer Bergh, che nel 2013, allora 17enne, si era rivolto alla Giustizia per denunciare il fatto che Chauvin gli aveva puntato un'arma contro mentre - di rientro da scuola - giocava con un'arma giocattolo Nerf. Bergh era in auto con alcuni amici, quando uno di loro aveva sparato un proiettile Nerf dal finestrino. Al momento di accostare davanti a casa sua, il ragazzo si era trovato davanti Chauvin che gli puntava l'arma addosso.

Agenti feriti. Sono una cinquantina gli agenti del Secret Service rimasti feriti nel corso degli scontri vicino alla Casa Bianca durante le manifestazioni per Floyd, l'afroamericano morto sotto la custodia della polizia. Scontri violenti che hanno spinto gli agenti del Secret Service a trasferire Donald Trump nel bunker sotterraneo della Casa Bianca per un breve lasso di tempo. Diversi monumenti di Washington sono stati sfregiati con scritte anche al National Mall.

Arriva la Guardia nazionale. Oltre la metà dei 50 Stati americani ha attivato la Guardia nazionale in risposta alle proteste ed agli scontri che si sono diffusi in tutto il Paese ad una settimana dalla morte dell'afroamericano George Floyd, morto durante l'arresto condotto da un agente di polizia bianco. Ad aver attivato la Guardia nazionale sono 26 stati, oltre al Distretto di Columbia: Arizona, Arkansas, California, Florida, Illinois, Michigan, Nebraska, Nevada, Oklahoma, Oregon, Virginia, Colorado, Georgia, Indiana, Kentucky, Minnesota, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Washington, Wisconsin.
 

 

La polizia ha concluso lo sgombero dell'area davanti alla Casa Bianca, ma i manifestanti presidiano la zona gridando con le mani alzate agli agenti «non sparate» e «voi siete la minaccia». Di tanto in tanto avanzano e vengono respinti a colpi di lacrimogeni o, come ha denunciato qualche partecipante alla Cnn, con proiettili di gomma. La situazione resta tesa.

Stato di emergenza. La contea di King nello Stato di Washington ha dichiarato lo stato di emergenza a causa della «violenza e dei furti associati alle proteste» per la morte dell'afroamericano George Floyd durante un fermo di polizia a Minneapolis. Intanto, un uomo è stato ucciso da un colpo d'arma da fuoco durante una manifestazione di protesta che si è svolta a Louisville, nel Kentucky. Lo riferiscono media locali, spiegando che l'uccisione è avvenuta verso mezzanotte, un'ora dopo che in città era stato imposto il coprifuoco dopo diverse notti di protesta. Due persone invece sono morte e un agente di polizia è rimasto ferito in una serie di sparatorie scoppiate a Davenport: il capo della polizia locale, Paul Sikorski, ha riferito che 3 agenti hanno subito un agguato mentre erano in pattugliamento e che vari colpi d'arma da fuoco hanno colpito la loro auto e uno di loro, che tuttavia non è in pericolo di vita, è rimasto ferito. La polizia ha poi arrestato diverse persone che fuggivano dalla scena a bordo di un'auto.

Michael Jordan. «Mi sento molto rattristato, ma anche decisamente arrabbiato. Vedo e provo il dolore, l'indignazione e la frustrazione di tutti. Sono dalla parte di coloro che stanno protestando contro il razzismo insensato che c'è nel nostro Paese nei confronti della gente di colore. Ma ora ne abbiamo abbastanza. Io non ho le risposte, ma le nostre voci unite hanno una forza che nessuno può dividere», dice l'ex star Nba Michael Jordan.
 

Due poliziotti di Atlanta sono stati licenziati per uso eccessivo della forza nelle proteste per la morte di George Floyd. La sindaca afroamericana Keisha Lance Bottoms si era detta turbata da un video in cui un giovane veniva colpito con una pistola taser e una donna veniva trattata malamente. Intanto oggi Derek Chauvin, l'agente incriminato per l'uccisione di Floyd, deve comparire in tribunale oggi a Minneapolis. Lo riferisce la Cnn citando documenti giudiziari. 

 

 

Arresti. Chiara de Blasio, la figlia 25enne del sindaco di New York Bill de Blasio, è stata arrestata sabato notte insieme ad altri manifestanti. Lo riporta la Cnn citando fonti di polizia. È stata fermata a Manhattan con l'accusa di partecipare a un raduno non autorizzato ed è stata poi rilasciata. Sono circa 4.000 le persone arrestate finora nelle proteste degli ultimi giorni.

Facebook inn rivolta. Rivolta dei dipendenti di Facebook contro Mark Zuckerberg per aver rifiutato di agire sui post di Donald Trump sulle tensioni sociali censurati da Twitter perché incitavano alla violenza. Una mancata azione che - riporta il Financial Times - ha costretto Zuckerberg a difendere la posizione di Facebook sui post presidenziali, definendo la piattaforma come un'«istituzione impegnata alla libertà di espressione». Ma ai dipendenti del social la decisione di Zuckerberg non è andata giù e nel corso del fine settimana hanno dato voce alla loro frustrazione su Twitter. «Mark sbaglia e farò ogni tentativo per fargli cambiare idea», twitta Ryan Freitas, responsabile del tema di design di News Feed di Facebook. 

Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 07:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA