In fuga dall'Ucraina: Liuba arriva in Italia con i suoi 19 cani FOTO

Liuba, per ragioni di organizzazione della carovana, avrebbe potuto mettersi in salvo solo lasciando in Ucraina

Liuba e i suoi 19 cani si sono messi in salvo dopo un lungu viaggio dall'Ucraina in Italia
Liuba e i suoi 19 cani si sono messi in salvo dopo un lungu viaggio dall'Ucraina in Italia
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Mercoledì 16 Marzo 2022, 20:34

Un salvataggio a quattro zampe. Dopo un lungo viaggio partito dall'Ucraina per rifuggire dai bombardamenti russi, Liuba e i suoi 19 cani sono salvi. Tutto grazie all 'Enpa (Ente nazionale protezione animali) che ha compiuto tra molte difficoltà la missione a Uzhorod, in Ucraina, dove la donna e i suoi animali erano rimasti bloccati. Ora sono in viaggio verso l'Italia, a Perugia.

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L'Enpa spiega che «Liuba è una profuga ucraina di Zaporižžja». Due settimane fa è riuscita a lasciare la sua città portando con sé i suoi 19 cani (5 mastini adulti e 3 cuccioli, 10 golden retriever, 1 flat). Ma proprio quando stava per lasciare il territorio ucraino per entrare nell'Unione Europea, per lei sono cominciati i problemi: Liuba, per ragioni di organizzazione della carovana, avrebbe potuto mettersi in salvo solo lasciando in Ucraina (a Uzhorod, al confine con la Slovacchia) i suoi cani. Ma la donna si è opposta: ha deciso di non proseguire e per giorni è stata ospite con i suoi animali nel rifugio Barbos a circa 200 metri in linea d'aria dal confine slovacco e a meno di 6 chilometri dalla dogana. 

«All'arrivo a Perugia - spiega l'Enpa - i cani saranno in osservazione sanitaria al rifugio Agrilia a Ponte Pattoli, nel rispetto dei protocolli ministeriali, dalla Asl in collaborazione con la Sezione Enpa di Perugia. Il rifugio ha locali idonei a ospitare anche Liuba».

«Una storia di guerra, questa di Liuba e dei suoi cani ma anche una storia di grande coraggio», ha dichiarato Carla Rocchi, presidente Nazionale dell'Enpa. «Esemplare questa donna che pur di non lasciare i suoi cani aveva in un primo momento scelto di non varcare la frontiera dopo aver già percorso oltre 1.300 chilometri tra pericoli e bombardamenti».

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