«Niente controlli? Rischiato il disastro ferroviario»: nei guai due custodi dei passaggi a livello

Sabato 1 Febbraio 2020
Omesso controllo dei passaggi a livello ubicato in agro di Martina Franca, provincia di Taranto, lungo la tratta ferroviaria del Sud Est che unisce Bari a Taranto. È l’imputazione, che presuppone l’esistenza del reato con pericolo di disastro ferroviario, che grava a carico di un uomo e una donna. Entrambi anziani e originari di Martina, i due sono finiti sott’accusa nell’ambito del procedimento aperto dal sostituto procuratore della Repubblica dottor Antonio Natale. 

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Il magistrato inquirente ha chiuso nei giorni scorsi l’indagine, legata alla denuncia delle Ferrovie del Sud Est e alle indagini di polizia ferroviaria e polizia, contestato il reato di concorso nell’articolo 450 del codice penale.
L’incriminazione dei due indagati si spiega nel fatto che a suo tempo l’uomo e la donna avevano firmato una convenzione con le Ferrovie del Sud Est per il controllo del passaggio a livello che ricade in agro di Martina.
La denuncia era scattata dopo che in alcune circostanze, i treni che attraversavano quella zona erano stati costretti a fermarsi, accumulando poi ritardi di varia natura, in quanto i macchinisti si accorgevano che i cancelli girevoli, paralleli alla ferrovia, non erano chiusi con i lucchetti.

Ciò era una condizione prevista dal rapporto di convenzione stipulato con l’uomo e con la donna, che peraltro hanno un’abitazione adiacente alla zona in cui sono collocati i passaggi a livello.
Per la cronaca, nella convenzione è esplicitamente previsto che i cancelli girevoli debbano essere chiusi con lucchetti, le cui chiavi sono state messe nella disponibilità degli indagati.
La circostanza che in alcune occasioni i passaggi fossero stati trovati aperti al passaggio dei convogli, e quindi in teoria con esposizione al pericolo di soggetti terzi, aveva allarmato non poco le Ferrovie del Sud Est.
Funzionari dell’organismo, a questo proposito, avevano effettuato una ispezione mirata nel novembre dello scorso anno, accertando appunto che i passaggi a livello, privi di automazione, erano incustoditi e non erano stati chiusi con lucchetto. Di qui l’incriminazione dei due custodi.
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