Stefano Eranio: «L'Inter è avanti, il Milan deve ricucire qualche pezza ma sarà un derby duro per tutti»

Stefano Eranio durante la sua esperienza nella televisione svizzera
Stefano Eranio durante la sua esperienza nella televisione svizzera
di Piergiorgio Bruni
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Venerdì 4 Febbraio 2022, 12:54

I primi passi professionali col Genoa e, poi, il grande salto al Milan allenato da Fabio Capello dove vince praticamente tutto. Stefano Eranio, nonostante siano passati quasi 20 anni dal suo addio al calcio, ancora oggi viene ricordato con grande passione e affetto dalla tifoseria rossonera. Centrocampista di fascia destra, forte tecnicamente e dotato di un'innata facilità di corsa, oggi si divide tra il ruolo di allenatore (soprattutto di giovani) e quello di commentatore televisivo.



È soddisfatto della stagione del Milan?
«Sì, certamente: è la classifica a dirlo. Nomale ci siano degli alti e bassi all'interno di una stagione, peraltro complicata dal Covid, in cui le squadre possono non avere sempre a disposizione i migliori. Bisogna solamente sperare di avere tutti i pezzi del mosaico per continuare la riconcorsa alla vetta della classifica».

Come si può valutare il recente mercato dei rossoneri?
«È stato preso solo un giocatore (ride, ndr) perciò si deve fare necessità virtù. Se non hai la possibilità di prendere qualcuno che possa garantire di migliorare la rosa attuale, è giusto pensare al futuro. Il lavoro fatto da Maldini, Massara e dalla società, comunque, è stato straordinario. Ci sono poi delle problematiche dovute esclusivamente ad alcuni giocatori».

Tipo Kessié?
«È una situazione quasi imbarazzante quella, perché è un calciatore formidabile che hai in casa: se, alla fine, decide di non firmare il rinnovo può complicare totalmente i piani strategici del club».

Poche ore a Inter-Milan: come ci arrivano le 2 squadre?
«L’Inter come leader: è avanti a tutti e ha dimostrato di essere piuttosto forte. Solitamente, però, la squadra che non è favorita riesce sempre a ottimizzare di più quelle che sono le energie mentali e fisiche. O, almeno, si spera che sia così (ride, ndr). Sarà una partita dura per entrambe, ma è chiaro che Inzaghi avrà la possibilità di schierare la miglior squadra mentre Pioli dovrà ricucire qualche pezza».

A proposito di Inzaghi: è il vero erede di Antonio Conte?
«Marotta e la società hanno fatto un lavoro straordinario prendendo il migliore sulla piazza. A prescindere da quella che è la loro posizione attuale e quella che sarà nel futuro, sta facendo vedere cose importanti. È riuscito a gestire un gruppo di campioni, e non è mai scontato poter trasmettere qualcosa delle tue idee mutando un contesto quasi perfetto».

I nerazzurri bisseranno il titolo?
«Credo sia nato un mini ciclo. La società è solida, ha i soldi e parte da una base di giocatori che sono già di altissimo profilo. Quando si vince, poi, si ha l’opportunità di mantenere i più bravi».

Il rinforzo in più quest’anno è stato Gosens dall'Atalanta. Si aspettava il suo arrivo?
«È uno dei giocatori più forti nel suo ruolo. Abbiamo visto che a Bergamo faceva la differenza, anche grazie agli insegnamenti di Gasperini. L’Inter non gioca allo stesso modo della Dea ma il modulo a tre, per lui che è sempre stato abituato a fare l’esterno di sinistra a tutto campo, penso possa essere un ulteriore vantaggio».

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