Covid, Pregliasco: «Molti focolai e casi triplicati da luglio, possibili lockdown locali»

Domenica 20 Settembre 2020 di Lorena Loiacono
Covid, Pregliasco: «Molti focolai e casi triplicati da luglio, possibili lockdown locali»

I numeri dei contagi crescono, strettamente legati all'aumento dei tamponi e dei test in tutta Italia. Ma a crescere sono anche i numeri dei pazienti ricoverati in terapia intensiva e, purtroppo, anche quelli dei decessi. Oggi sono stati 15, ieri 24. L'allerta deve restare alta.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano, cosa ci dicono questi numeri?

«Si tratta di un andamento endemico, questa tendenza all'incremento viene registrata da alcune settimane. Dovevamo aspettarcelo».

Perché?
«Stiamo assistendo in gran parte delle province d'Italia ad una serie di focolai. Da un lato possiamo anche dire, però, che sta funzionando il sistema di controllo: i positivi ci sono e vanno trovati».

Gli ospedali in che condizioni sono?
«Dalla fine luglio ad oggi i casi sono praticamente triplicati, ma siamo ancora nella fascia sostenibile per il nostro Servizio sanitario nazionale
».

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Come si sta comportando il virus?
«Sappiamo bene che il virus, quando viene lasciato a sé, tende a creare un'omogeneizzazione tra regioni e nazioni. Quindi deve essere mantenuta, anzi rafforzata la capacità di fare il maggior numero di test possibili per individuare i casi. Per non arrivare alle misure restrittive degli altri Stati». 

Nuove chiusure?
«Dobbiamo essere ottimisti, ma anche molto prudenti proprio perché non si debba arrivare a nuove misure restrittive. Possiamo immaginare solo lockdown mirati, per intervenire in determinate situazioni, ma attenzione: teniamo sempre conto delle conseguenze drammatiche che arriverebbero sul lavoro e sulla psicologia delle persone. Per questo, ribadisco, serve la massima attenzione e il rispetto delle regole anti-Covid».

Con la riapertura delle aule che cosa è successo?
«Le prime chiusure di classi e scuole ci sono state ma è prematuro capire gli effetti sui contagi, serve ancora qualche giorno. Le scuole stanno ripartendo e nei prossimi gironi anche le università senza contare che nei prossimi mesi avremo a che fare anche con la stagione influenzale».

Che cosa potrebbe accadere?
«Faremo i conti con gli sbalzi termici e con il contributo di altri virus. Però una speranza arriva guardando quel che è accaduto in Australia».

Cioè?
«La stagione influenzale sta finendo e, con le regole anti-Covid, in Australia anche l'influenza ha avuto una minore diffusione. Hanno avuto una stagione lieve».

I test salivari sono efficaci?
«Si stanno completando le validazioni, credo sia un ottimo sistema che velocizza e facilita il prelievo del campione. Il test classico, nel naso, non è semplice da fare e spesso la qualità del campione ne risente. Con quello salivare sarebbe tutto più semplice e anche più veloce. Una caratteristica fondamentale nel momento in cui serve individuare un focolaio».

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