Vaiolo delle scimmie, anche in Puglia il primo caso: è un uomo di 36 anni

Vaiolo delle scimmie, anche in Puglia il primo caso: è un uomo di 36 anni
3 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 10:52 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 11:25

Primo caso accertato in Puglia di vaiolo delle scimmie. Si tratta di un uomo di 36 anni della provincia di Bari. La conferma è arrivata nella tarda serata di ieri dall'accertamento virologico effettuato dal laboratorio di epidemiologia molecolare del Policlinico di Bari.

Attualmente è in isolamento

L'uomo, a quanto si apprende, si è rivolto al Policlinico per accertare la causa di lesioni sospette che aveva notato sul suo corpo, compatibili con quelle del vaiolo. Attualmente si trova in stretto isolamento domiciliare. Come previsto dalla circolare regionale, la segnalazione è stata trasmessa al servizio di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione della Asl di Bari per il tracciamento dei contatti.

Palese: evitiamo allarmismi

«L'identificazione» in Puglia del primo caso di vaiolo delle scimmie «non deve destare allarme»: lo dichiara l'assessore regionale alla Sanità della Puglia, Rocco Palese. «Sono già in corso - spiega - attività di contact tracing da parte del Dipartimento di prevenzione per rintracciare i contatti stretti del caso che risulta essere in isolamento come da disposizioni ministeriali». «Abbiamo imparato - evidenzia - che i virus non conoscono barriere e arrivano in poco tempo in diversi paesi. Il virus del vaiolo delle scimmie si trasmette attraverso contatti molto stretti e ravvicinati con persone che hanno l'infezione ed anche attraverso rapporti sessuali. Proprio perché il virus si trasmette attraverso contatti stretti la malattia non è facilmente diffusibile. Pertanto, non c'è da preoccuparsi, ma è importante che tutti i possibili casi siano accertati».

«Senza creare inutili allarmismi e senza nessun timore - ha dichiarato il direttore del dipartimento Promozione della salute, Vito Montanaro - è opportuno che tutte le persone che presentino lesioni vescicolari, febbre, linfonodi ingrossati e altri sintomi più aspecifici o che siano stati a stretto contatto con un caso accertato o fortemente sospetto si rivolgano al proprio medico che valuterà se è necessario procedere ad approfondimenti diagnostici». «L'identificazione del primo caso di infezione da virus monkeypox - conclude - testimonia come l'allerta del Ministero non è stata sottovalutata dalla Regione e come siano state messe in campo tempestivamente tutte le misure per una rapida identificazione e gestione dei casi».​

© RIPRODUZIONE RISERVATA