Lo stop ai ricoveri extra-Covid stavolta è senza termine: «Saranno accettati solo quelli d'urgenza provenienti dal Pronto soccorso»

Mercoledì 28 Ottobre 2020 di Vincenzo DAMIANI

La decisione era nell'aria, i dati dei nuovi contagi e ospedalizzati hanno solo confermato quella che era l'ipotesi di lavoro più accreditata: la Regione Puglia sospende a tempo indeterminato i ricoveri e le prestazioni ospedaliere programmati. Un mini lockdown sanitario. Questa volta, rispetto a sabato scorso, non c'è un limite temporale al provvedimento deciso dall'assessore alle Politiche della Salute Pier Luigi Lopalco e dal direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro: lo stop proseguirà sino a nuova disposizione. E, considerato l'andamento epidemiologico, potrebbero volerci mesi.


Anche ieri, infatti, c'è stato un nuovo picco di ricoveri Covid in Puglia, sono stati 49 in più rispetto a lunedì, quando c'era stato giù un incremento di 43 pazienti ospedalizzati. Per il momento non c'è particolare pressione sulle terapie intensive, se non in alcune aree come quella di Bari: i pazienti nelle rianimazioni sono 62, +3 rispetto a lunedì. Le Asl stanno procedendo con l'attivazione di altri posti letto riservati all'emergenza sanitaria: all'ospedale Perinei di Altamura ne sono disponibili da ieri 20; da oggi si aggiungeranno ulteriori 40 unità nella struttura sanitaria di Terlizzi. Si attende anche l'aumento di altri 50 posti letto nel Policlinico di Bari, mentre da ieri è stato riattivato il reparto di Ortopedia e Traumatologia del presidio ospedaliero San Pio di Castellaneta. Tutti gli operatori sanitari sono stati giudicati idonei al rientro in servizio dopo i contagi. Come da procedura, inoltre, tutti gli ambienti del reparto e dell'ambulatorio sono stati sottoposti alle opportune operazioni di sanificazione. Il reparto era stato svuotato domenica 25 ottobre per un caso di positività al Covid-19.


La Regione, quindi, ieri sera ha confermato, con decorrenza immediata e fino a nuova disposizione, lo stop ai ricoveri «a causa dell'evoluzione delle criticità dell'emergenza Covid». Saranno effettuati solamente ricoveri di urgenza non differibili provenienti dai pronto soccorso, mentre saranno garantite le prestazioni di oncologia, quelle non differibili del percorso nascita, le prestazioni di neurochirurgia, di cardiochirurgia, di chirurgia pediatrica, ortopedica, vascolare e le prestazioni per i pazienti con malattie rare.


Lentamente si sta tornando alla composizione della rete ospedaliera Covid che era stata attrezzata in fretta e furia lo scorso marzo, durante la prima ondata di contagi che sfiorò solamente il Sud e la Puglia. Saranno undici le strutture sanitarie impegnate nell'emergenza per un totale di almeno 2.150 posti letto (anche se è probabile che aumentino ancora). Una dotazione imponente che, però, deve fare i conti con la carenza di personale. La prima linea ospedaliera contro il coronavirus potrà contare, ad attivazione terminata, su 579 posti di terapia intensiva, oggi ne sono disponibili 366. Complessivamente, stando al piano presentato lo scorso agosto dalla Regione, la rete ospedaliera pugliese avrà 1.255 posti letto in più, di cui 285 di terapia semi-intensiva, per un totale di 13.725 unità. A livello provinciale, a Bari saranno 182 i posti letto di terapia intensiva; nel Leccese 115; nel Foggiano 90; nel Tarantino 82; nella Bat 56 e nel Brindisino 55. Al netto delle terapie intensive e semi-intensive, complessivamente i posti letto in più che devono essere attivati sono 1.255: 474 per le acuzie, 123 di riabilitazione e 658 di lungodegenza.


Per l'attuazione, la Regione ha 100 milioni di euro, messi a disposizione dal governo centrale: 47 milioni per il potenziamento dei posti letto di terapia intensiva, 40 milioni per semi-intensiva, 40 milioni per urgenza-emergenza, 829 mila euro per l'emergenza territoriale. La pandemia sta mettendo a dura prova pure il 118, alla centrale operativa delle province di Bari e Bat mediamente ogni giorno arrivano circa 1.400 richieste di soccorso e un terzo riguardano sospetti casi Covid. «Stiamo incontrando delle difficoltà racconta il direttore della centrale, Gaetano Dipietro il numero delle telefonate si è ormai attestato intorno alle 1.400 al giorno, contro una media di 900 degli anni passati nello stesso periodo. Nel nostro territorio gli ospedali sono pieni, anche se è arrivata una boccata di ossigeno dall'attivazione dei posti letto nell'ospedale Perinei di Altamura e la situazione è leggermente migliorata. Piano piano la macchina sta entrando a regime».

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