Segreteria Pd, c'è l'accordo. Ma Minerva deve dimettersi

Segreteria Pd, c'è l'accordo. Ma Minerva deve dimettersi
di Alessandra LUPO
4 Minuti di Lettura
Martedì 24 Gennaio 2023, 12:04 - Ultimo aggiornamento: 12:09

Segreteria regionale del Pd, il tempo delle ipotesi è finito ed è ormai stretta sui nomi in Puglia. Ad ormai tre giorni dalla data prevista dal regolamento per la consegna delle candidature ed essendo sfumata l'ipotesi di un rinvio del voto a dopo le primarie richiesta da alcune federazioni provinciali (con la disponibilità anche di Lecce, Brindisi e Foggia, le uniche pugliesi non commissariate) le diplomazie avrebbero trovato la quadra.
I big del partito, ossia Michele Emiliano e Antonio Decaro, che per l'occasione hanno rotto il silenzio degli ultimi tempi, hanno infatti trovato la convergenza su Stefano Minerva. Il sindaco di Gallipoli, già lanciato come candidato ideale da Emiliano durante l'incontro a Lecce con Bonaccini, è il nome su cui esiste un accordo prioritario. Ma niente è ancora detto e la candidatura alternativa di Domenico De Santis non è del tutto tramontata. Cosa che invece è accaduta per quella del capogruppo del Pd in Regione Filippo Caracciolo che «ha ritirato la sua disponibilità - spiega -, in favore dell'unità del partito».
Il motivo dell'insicurezza sul sindaco di Gallipoli è legata a una particolare congiuntura: Minerva risponde perfettamente all'identikit del nuovo segretario sia per il rapporto esperienza/età sia per appartenenza territoriale che lo vede da una parte molto vicino al governatore dall'altra gradito alla federazione provinciale d'appartenenza, quella della provincia di Lecce, cui spetterebbe questo giro alla guida del regionale dopo i baresi Emiliano e Marco Lacarra.
A pesare sull'ascesa in via Re David di Minerva, però, c'è il problema dell'incompatibilità con il ruolo di presidente della Provincia di Lecce (ribadito anche dal regolamento regionale) su cui al momento non esiste alcun organismo in carica del partito che possa concedere una deroga.

Per Minerva, alla cui elezioni si lavora da tempo a vari livelli, si tratta di un grattacapo non da poco. Il sindaco infatti deve valutare alla svelta se dimettersi da Palazzo dei Celestini, dove è stato da poco rieletto oppure restare al suo posto. Una scelta che arriva tra l'altro proprio nel pieno del dibattuto sulla possibile revisione della Riforma Delrio che ridarebbe alle Province i poteri persi.
Nello scenario politico, il ruolo in segreteria avrebbe ovviamente più peso e per Minerva sarebbe la definitiva promozione tra i maggiorenti del partito in Puglia. Ma la decisione di lasciare l'ente provinciale sarebbe comunque da motivare anche agli occhi dei suoi sostenitori istituzionali. La palla quindi è al momento nelle sue mani. Ma Minerva dovrà sciogliere in fretta la riserva, perché la panchina in cui al momento siede il suo competitor Domenico De Santis è bollente. De Santis, vice capo di gabinetto in Regione, è infatti il secondo nome più gettonato per un accordo. Dalla sua non avrebbe la totale convergenza territoriale ma anche il vecchio veto dell'area decariana del Pd barese potrebbe decadere in nome dell'unità.
Un'unità ovviamente tutta da costruire con le altre mozioni, in primis con i sostenitori di Elly Schlein in Puglia. Se non dovessero infatti trovare un accordo su Minerva o De Santis, i sostenitori della deputata potrebbero avere qualche difficoltà a fare sintesi e dal Salento c'è già chi ipotizza un possibile ritorno sulla scena da protagonista di Sergio Blasi. L'ex sindaco di Melpignano è stato infatti l'ultimo segretario regionale dei Dem espresso dal Salento e c'è chi è pronto a scommettere sulla sua disponibilità a candidarsi. Soprattutto una volta andata scolorendosi la possibile corsa di Loredana Capone. Stesso discorso per l'area Cuperlo, che aspetta a Bari giovedì prossimo la tappa pugliese del suo leader e che se non coinvolta in una scelta unitaria per la segreteria pugliese si è già detta pronta a indicare una propria candidatura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA