Ambulatori e ambulanze: Puglia, rete di protezione dal coronavirus cinese

Venerdì 31 Gennaio 2020 di Maddalena MONGIò

Caso sospetto di coronavirus al Fazzi di Lecce: non era quello cattivo, ma quello buono. La donna trasferita da Lecce a Bari (come anticipato da Quotidiano) non è stata contagiata dal 2019-nCoV, il virus che ha messo in ginocchio la città di Wuhan, in Cina, ma è risultata positiva al coronavirus 229E che procura un banale raffreddore, il quadro però era complicato da una polmonite da infezione batterica che ha fatto temere il peggio.

La Regione, con un breve comunicato, ha specificato: «I campioni sono stati comunque inviati, come da indicazioni ministeriali e della task force della Regione Puglia, all'Istituto Superiore di Sanità da cui si attende, nei prossimi giorni, la conferma definitiva, in considerazione dei tempi tecnici necessari per eseguire tali indagini di conferma». Per questa ragione dal Vito Fazzi di Lecce è stato disposto il trasferimento immediato al Policlinico di Bari, così come prevede il protocollo stilato dalla task force regionale e in linea con quella nazionale composta dalle direzioni competenti del Ministero della Salute, dai Nas, dallo Spallanzani di Roma, dall'Istituto superiore di sanità, dagli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, dall'Agenzia italiana del farmaco, da Agenas, dal consigliere diplomatico.

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A Lecce, intanto, l'allarme è rientrato grazie alle «indagini tempestivamente eseguite dal Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Sanità Pubblica della unità operativa complessa di Igiene del Policlinico di Bari (già laboratorio di riferimento per le emergenze infettive) che consentono di escludere si tratti di infezioni da nuovo coronavirus».

Nulla viene lasciato al caso, dunque, nella gestione di questa emergenza sanitaria che in Cina ha sinora fatto registrare oltre 8mila casi, di cui 1.370 casi in condizioni gravi, con 171 morti. Confermati tre casi di contagio in Francia e quattro in Germania. Il sistema Puglia si sta dimostrando efficace per la gestione veloce dei casi che hanno permesso di escludere, nei casi sospetti che si sono verificati sinora, che si tratti del coronavirus cattivo.

L'allarme planetario ha avuto inizio il 31 dicembre scorso quando la Commissione sanitaria municipale di Wuhan ha segnalato all'Organizzazione Mondiale della Sanità casi di polmoniti da cause sconosciute. I malati presentavano febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie, e gli esami radiologici del torace evidenziavano lesioni ai polmoni. In prima battuta le autorità sanitarie hanno ritenuto che il contagio partisse dal mercato ittico di Wuhan che è stato chiuso il primo gennaio. Ma il 19 gennaio i centri cinesi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno identificato il nuovo Coronavirus denominato 2019-nCoV rendendo pubblica la sequenza genomica.

Il rischio di contagio in Italia è considerato moderato, ma sono comunque in atto le procedure per garantire che non ci sia la diffusione del virus. Anche in Puglia, quindi, sono stati allertati tutti i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta e la Regione Puglia ha approntato un Protocollo operativo per la gestione di casi sospetti di infezione da 2019-nCoV in Puglia. È prevista la centralizzazione dei casi sospetti al reparto di Malattie Infettive del Policlinico di Bari, la presenza in ogni Asl di una ambulanza dedicata al trasporto dei casi sospetti, l'attivazione di un ambulatorio che garantisca l'isolamento fino al trasferimento del paziente a Bari, in ogni pronto soccorso, la diagnosi tempestiva fatta dal Laboratorio di Epidemiologia molecolare e Sanità pubblica del Policlinico di Bari. Inoltre, per i pazienti che vanno in pronto soccorso, senza prima rivolgersi al medico di medicina generale, è attivo un triage facilitato per l'identificazione tempestiva del caso sospetto e per sua la corretta gestione.

«Tutto sta funzionando, ma cerchiamo di evitare di creare allarme», dice il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando il nuovo caso sospetto di Nuovo Coronavirus cinese ricoverato da ieri nel Policlinico di Bari. «È chiaro che viviamo in un mondo globale e quando celebriamo i successi degli Aeroporti di Puglia, del turismo e del movimento delle persone, bisogna sapere che dietro questo successo ci sono anche dei rischi che bisogna prevenire. Noi abbiamo un sistema che previene questi rischi e li sa gestire».

Ultimo aggiornamento: 11:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA