Piano pandemico, la bozza: “Curare chi può trarne benefici”. Ma Lopalco: «Terapie intensive, in Puglia per i malati c'è sempre stato posto»

Martedì 12 Gennaio 2021

"Scegliere chi curare privilegiando, in caso di risorse insufficienti, i pazienti che potranno trarre maggiori benefici dalla terapie". Il criterio di "selezione" per le cure è riportato, nero su bianco, nella bozza del Piano pandemico 2021-2023 che affronta anche la questione degli aspetti etici legati alla minaccia pandemica del Covid-19. Un passaggio che ha suscitato non poco allarme tra i governatori delle Regioni, oltre che una valanga di polemiche. Ma dal ministero della Salute nelle scorse ore sono giunte le prime rassicurazioni: «È solo una bozza informale condivisa con i soggetti interessati e destinata a raccogliere indicazioni e modifiche».  Gli operatori sanitari sono "sempre obbligati, anche durante la crisi, a fornire le cure migliori, più appropriate, ragionevolmente possibili. "Tuttavia - secondo quanto recita la bozza, quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori probabilità di trarne beneficio". 

«Ma in Puglia per il malati c'è sempre stato posto nelle terapie intensive». A rimarcarlo è l'assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco. «Sono quasi 40.000 i positivi Covid soltanto nel mese di novembre, quindi una fortissima ondata. Ma non c'è stato un giorno nella nostra regione che noi abbiamo tenuto i malati fuori dalla terapia intensiva, che non abbiano trovato un posto in terapia intensiva. Situazione che non si è verificata in molte regioni molto blasonate del nord Italia». Così ha spiegato Lopalco, replicando in Consiglio regionale alla mozione presentata dal centrodestra per chiedere il commissariamento della Puglia nella gestione dell'emergenza Covid.

«Attualmente - ha continuato - grazie all'implementazione, noi abbiamo 277 posti di terapia intensiva dedicati al Covid. Come area medica totale, sono circa 2.200. In tutto, abbiamo 2.500 posti, tra area medica e terapia intensiva, quindi medica, subintensiva e intensiva, dedicati al Covid. Questo piano, questo calcolo è stato fatto sulla base di quelle che erano le proiezioni epidemiologiche, quindi sulla prevista attività di assorbimento dell'ondata pandemica. Grazie al giusto calcolo epidemiologico che è stato fatto sull'ondata pandemica, non c'è stato mai un giorno nella nostra regione, neanche durante il picco della pandemia, in cui abbiamo lasciato dei pazienti Covid a casa. Li abbiamo ricoverati tutti».

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