Covid, anziani sempre più soli. E l'operatrice della Rsa organizza con tuta, maschera e visiera la partita a carte con i malati. La foto simbolo

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Nazareno DINOI

Viene dal versante orientale della provincia ionica un’altra “foto immagine” della lotta al coronavirus. È quella dell’operatrice educativa, Sandra Margarita, della residenza sanitaria per anziani “Villa Argento” di Manduria, provincia di Taranto, dove da due mesi è attivo un focolaio che ha infettato circa sessanta persone tra ospiti e personale addetto all’assistenza.

La ragazza si è fatta ritrarre mentre con guanti, tuta, mascherina e schermo indossati, gioca a carte con uno degli ospiti positivi al Covid ma con sintomi lievi. «I nostri nonni hanno bisogno di attenzioni e di abbracci perché non è tanto il virus che li debilita, quanto la lontananza dai propri affetti», spiega la professionista che ha così inserito nel programma assistenziale la quotidiana “partita a scopa” con i suoi entusiasti pazienti.

«Per loro è un momento di svago e un contato umano importante dal momento che da mesi non possono avere contatti con i propri familiari», racconta l’operatrice soddisfatta. Forse anche per questo la situazione all’interno della struttura pare indirizzarsi verso il meglio. Attualmente gli ospiti contagiati sono una ventina (la metà di quelli iniziali) e un solo operatore che si è positivizzato da poco. Uscita indenne dalla prima ondata dei primi mesi dell’anno, la Rsa manduriana ha dovuto fare i conti con il virus a partire dal mese di novembre scorso. Eppure da marzo 2020 la direzione aveva chiuso le porte ai parenti e a qualsiasi visita esterna permettendo di varcare la soglia solo al personale dipendente che inconsapevolmente avrà portato il virus dall’esterno. 

Ultimo aggiornamento: 15:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA