Consorzi e cartelle pazze, «Tributi esosi senza servizi»

Martedì 17 Maggio 2022

«Stop alle cartelle pazze dei consorzi di bonifica in Salento dove a causa della Xylella sono andati distrutti e risultano abbandonati oltre 160mila ettari di terreno con gli agricoltori che hanno perso lavoro e reddito e non sono in grado di pagare». Lo ha chiesto Coldiretti Puglia in una lettera al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, all'assessore regionale all'Agricoltura Pentassuglia e al Commissario straordinario dei Consorzi di Bonifica Borzillo. E sull'argomento interviene anche il Consigliere regionale Paolo Pagliaro.

Tributi esosi senza manutenzioni

«I Consorzi di bonifica commissariati non sono in grado di svolgere la manutenzione ordinaria del territorio, ma pretendono tributi esosi dagli agricoltori. Dopo la protesta per le cartelle pazze del 2015 e 2016, stanno piovendo quelle per il 2017 e 2018, ed entro fine anno saranno recapitati ai circa 200mila consorziati gli avvisi di pagamento per le annualità dal 2019 ad oggi. Una vera mazzata per il mondo agricolo, già in ginocchio per l'aumento vertiginoso dei costi di produzione, il caro gasolio e le difficoltà di una pandemia dalla quale non si riesce ad uscire. Difficoltà che in Salento si sommano al flagello Xylella». Lo sottolinea Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia Domani in Consiglio regionale. «Da sempre - prosegue - insisto sull'ingiustizia di questi tributi, perché non si può pretendere il pagamento di un servizio erogato male o addirittura inesistente. A gennaio 2021 abbiamo manifestato insieme al territorio e alle istituzioni ad Ugento, per chiedere la sospensione dell'invio degli avvisi di pagamento. Ora è il governo regionale che deve intervenire, assumendosi la responsabilità di decisioni definitive che possano risanare la situazione debitoria e far partire il Consorzio unico».

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Avvisi già recapitati

Il riferimento è «agli avvisi di contribuenza per la bonifica che sono stati recapitati agli imprenditori agricoli dell'area infetta da Xylella fastidiosa dai Consorzi dell'Arneo, Ugento Li Foggi e Stornara e Tara, in particolare gli avvisi bonari per il 2018, nonché l'iscrizione nei ruoli per il 2017 del Consorzio dell'Arneo». «L'area infetta da Xylella si trova in una condizione di stato di calamità a partire dal 2014 e gli areali olivetati risultano progressivamente distrutti dalla fitopatia, causando l'assoluta perdita di prodotto e di reddito per la stragrande maggioranza dei produttori», afferma Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Lecce, che sottolinea la «inapplicabilità del vigente piano di classifica, strumento per la determinazione dell'onere consortile, che allo stato non può, in tali condizioni oggettive, costituire il presupposto per l'attribuzione del contributo in capo ai diversi contribuenti».

 

Scomparsi gli oliveti

Inoltre in molti casi non si può più parlare - evidenzia Coldiretti Puglia - di «oliveto» in quanto si sta procedendo all'abbattimento delle piante secche e danneggiate o, purtroppo, distrutte da incendi che hanno caratterizzato alcune zone, con il conseguente azzeramento di ogni riferimento reddituale, a partire dal reddito dominicale.

Ultimo aggiornamento: 17:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA