Laricchia (M5s): «Movimento ridotto a costola del Pd e qualche poltrona in Consiglio»

Laricchia (M5s): «Movimento ridotto a costola del Pd e qualche poltrona in Consiglio»
di Paola COLACI
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Giovedì 7 Ottobre 2021, 05:00

Antonella Laricchia, lei è l’unica consigliera regionale del Movimento 5 Stelle che si oppone al governo di Michele Emiliano e all’asse giallorosso Pd-M5s. Dal suo punto di vista come sono andate le amministrative in Puglia per i cinque stelle? Anche lei ritiene che, tutto sommato, il bilancio sia positivo?
«Affatto. Il bilancio delle amministrative è tutt’altro che positivo. E ciò vale in Puglia come a livello nazionale. In moltissimi Comuni non ci siamo neppure presentati proprio perché è venuto a mancare l’entusiasmo. E in altri, pur essendo scesi in campo con la colazioni vincente, non siamo riusciti a leggere neppure un consigliere».
A Ginosa e Noicattaro, però, i candidati sindaco M5s sono al ballottaggio.
«Per fortuna direi. Questo resta l’unico dato positivo. E ai nostri due sindaci uscenti e ora candidati al ballottaggio rivolgo il mio personale inboccalupo. Rappresentano gli unici due casi in Puglia nei quali il Movimento ha corso da solo e come alternativa alla vecchia politica di destra e di sinistra. Cosa che non è accaduta, invece, nelle altre realtà al voto».
Sta dicendo che i cinque stelle in Puglia hanno fatto da “stampella” a Pd e centrosinistra?
«Dico che nel migliore dei casi siamo riusciti a spingere i sindaci del Pd al ballottaggio, in altri non abbiamo eletto neppure un consigliere e in altri ancora abbiamo ridotto le percentuali di consenso in maniera drastica. Il fatto di aver guadagnato qualche seggio attraverso il meccanismo del premio di maggioranza, ancora, è un ragionamento che lascia il tempo che trova. Così si è guadagnata solo qualche poltrona in più, a scapito della perdita di autonomia nell’azione politica».
Quindi ha ragione chi sostiene che l’asse giallorosso abbia finito per fagocitare il Movimento?
«Sono convinta che il Pd abbia fatto un ottimo lavoro: è riuscito a demolire il Movimento. Del resto, questo è sempre stato l’obiettivo della vecchia politica. E il Partito Democratico da questo punto di vista è stato magistrale. Molto più di quanto non sia riuscita a fare la Lega. Ma ciò accaduto con la complicità di alcuni vertici e di molti ingenui tra noi. Così facendo, è vero, si può mantenere qualche ruolo o incarico. Di fatto, però, il Movimento è stato fagocitato. E con esso, tutti i valori che rappresentava».
Non crede che il vero vincitore di questa tornata elettorale sia il governatore Michele Emiliano con il civismo e la “coalizione di Puglia”?

«Il civismo di Emiliano è quello di Alfonso Pisicchio? Nulla di personale, sia chiaro. Più che di civismo, però, a me sembra che questa sia una bella operazione di maquillage a vantaggio di soggetti che provengono dalla vecchia politica. E se il voto si è polarizzato, è stato solo per una narrazione che ha puntato tutto sul meno peggio. Insisto: ciò è accaduto anche perché alcuni tra noi non hanno creduto più nel Movimento come terzo polo: quello che era sino al 2018. Non siamo più un’alternativa. Neppure in Puglia, nonostante i miei sforzi e quelli di quanti ci credono ancora. E a differenza di quelli che hanno cambiato idea subito dopo il voto».
Il Movimento, dunque, è destinato al declino oppure c’è ancora margine per recuperare?
«A tutto c’è rimedio tranne che alla morte. Ma occorre che quei vertici che hanno trasformato il Movimento in una costola del Pd ora facciano un passo indietro. E rimettano al centro i valori e le persone che credono ancora che possa esserci una alternativa alla vecchia politica di destra e di sinistra. Nelle grandi città come Roma e Torino i candidati a sindaco hanno pagato proprio questa percezione negati va che ormai gli elettori hanno del Movimento».
È colpa anche del duello con la Casaleggio Associati prima e poi tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, come sostiene qualcuno dei suoi colleghi in Consiglio regionale?
«Ho sempre giudicato infantile attribuire le proprie colpe a terzi. E seppure momenti poco felici ci sono stati, ritengono che siano il sintomo e non la causa del problema. In questo momento c’è una parte dirigente del Movimento che cambia idea in continuazione e non riesce più a essere credibile. Anzi, rinuncia ai suoi valori pur di non scontentare l’alleato di turno. E Giuseppe Conte agisce ancora da federatore e non da leader ».
In Consiglio regionale lei resterà al suo posto, facendo comunque opposizione al governo di Emiliano?
«Sì, ma condividendo anche i temi quando ritengo siano importanti per il territorio. È il mio modo di fare, è la maniera con la quale mi sono presentata ai cittadini. Il giudizio sul governo regionale è negativo: nessun passo avanti nella gestione della pandemia, per esempio. Ma anche sul fronte del trasporto scolastico. Per non parlare poi della spartizione di incarichi e poltrone». 
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