Referendum giustizia, cosa prevede il quinto quesito (scheda verde) sull'elezione dei membri togati del Csm

Cosa cambierebbe nell'elezione dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Le ragioni del sì e quelle del no

Referendum giustizia, cosa prevede il quinto quesito (scheda verde) sull'elezione dei membri togati del Csm
Referendum giustizia, cosa prevede il quinto quesito (scheda verde) sull'elezione dei membri togati del Csm
3 Minuti di Lettura
Venerdì 10 Giugno 2022, 15:29 - Ultimo aggiornamento: 22:18

Giustizia, cosa prevede il secondo quesito del referendum promosso da Radicali e Lega per cui si voterà domenica prossima, 12 giugno 2022. Sulla scheda gialla, il terzo quesito riguarda l'elezione dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura: ecco di cosa si tratta.

Referendum giustizia, il nodo quorum

Occorre innanzitutto ricordare che, il referendum è di tipo abrogativo (si propone di cancellare parti o intere leggi già esistenti), e che è necessario raggiungere il quorum della metà più uno degli aventi diritto al voto affinché sia valido. La Corte Costituzionale ha ammesso i cinque quesiti referendari in tema di giustizia: il quinto, presente sulla scheda verde, riguarda l'elezione dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

Referendum giustizia, l'elezione dei membri togati del Csm

Attualmente, un magistrato che intende candidarsi al Consiglio superiore della magistratura, deve raccogliere almeno 25 firme di altri magistrati. Il referendum propone di abolire questa norma, consentendo a tutti i magistrati di candidarsi senza dover soddisfare questo requisito.

Referendum giustizia, le ragioni del sì

I promotori del referendum sostengono che il sì potrebbe limitare il potere delle varie 'correnti' che si sono venute a creare all'interno della magistratura. In questo modo, la 'depoliticizzazione' della magistratura limiterebbe il potere di influenza su decisioni come incarichi e trasferimenti. Eliminando l'obbligo delle 25 firme, le candidature risulterebbero meno politiche e più neutrali.

Referendum giustizia, le ragioni del no

Chi si oppone al quinto quesito referendario spiega invece che il Consiglio superiore della magistratura andrebbe riformato complessivamente e che cambiare la sola regola delle 25 firme non risolverebbe il problema delle 'correnti' interne. Anche in questo caso, i sostenitori del no sostengono che rispetto al referendum la riforma Cartabia consentirebbe un'innovazione maggiore perché rivedrebbe il meccanismo di elezione dei membri togati del Csm in modo complessivo (con il numero dei componenti che passerebbe da 16 a 20). In caso di approvazione della riforma Cartabia, quindi, il quinto quesito referendario si rivelerebbe inutile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA