Referendum giustizia, cosa prevede il primo quesito (scheda rossa) sulla legge Severino

Che cos'è la legge Severino e quali sono le ragioni del sì e del no

Referendum giustizia, cosa prevede il primo quesito (scheda rossa) sulla legge Severino
Referendum giustizia, cosa prevede il primo quesito (scheda rossa) sulla legge Severino
3 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Giugno 2022, 12:58 - Ultimo aggiornamento: 8 Giugno, 19:18

Giustizia, cosa prevede il primo quesito del referendum promosso da Radicali e Lega per cui si voterà domenica prossima, 12 giugno 2022. Sulla scheda rossa, il primo quesito riguarda l'abolizione della legge Severino: ecco di cosa si tratta.

Leggi anche > Sallusti abbondona lo studio di Non è L'Arena: «Quel palazzo è una merda»

Referendum giustizia, il nodo quorum

Occorre innanzitutto ricordare che, il referendum è di tipo abrogativo (si propone di cancellare parti o intere leggi già esistenti), e che è necessario raggiungere il quorum della metà più uno degli aventi diritto al voto affinché sia valido. La Corte Costituzionale ha ammesso i cinque quesiti referendari in tema di giustizia: il primo, presente sulla scheda rossa, riguarda l'abrogazione della legge Severino.

Referendum giustizia, cos'è la legge Severino

La legge, che prende il nome dalla ministra della Giustizia (nel governo Monti) Paola Severino, è in vigore dal novembre del 2012. La legge prevede che i condannati per corruzione o altri gravi reati contro la pubblica amministazione siano interdetti dai pubblici uffici e non possano quindi candidarsi alle elezioni. 

Il primo quesito dei referendum sulla giustizia propone di abrogare la legge Severino, tornando così a quanto previsto prima del 2012, quando l'interdizione dai pubblici uffici non scattava in modo automatico ma veniva decisa, caso per caso, dal giudice.

Referendum giustizia, le ragioni del sì

Secondo i promotori del referendum sulla giustizia, il sì al primo quesito correggerebbe una stortura che si è venuta a creare con la legge Severino. Anche in caso di condanne non definitive, infatti, per gli esponenti politici si arriva alla sospensione temporanea della carica o della candidatura, con il rischio di creare dei vuoti di potere. Inoltre, fanno sapere i promotori per il sì, ci sono stati diversi casi di innocenti che sono stati sospesi temporaneamente dai pubblici uffici per via della legge Severino, salvo poi essere reintegrati al loro posto. Questo, inoltre, garantirebbe più tutele, specialmente per sindaci e altri amministratori locali.

Referendum giustizia, le ragioni del no

I promotori del no al referendum sulla giustizia, per quanto riguarda il quesito sulla legge Severino, avvertono però che l'abrogazione sarebbe totale. E, di conseguenza, consentirebbe anche a chi viene condannato in via definitiva di candidarsi ed essere eletto o di rimanere in carica (a meno di un intervento diretto della Magistratura).

© RIPRODUZIONE RISERVATA