Migranti, Di Maio attacca Salvini: taccia, con lui eravamo all'anno zero

Domenica 6 Ottobre 2019
Migranti, Di Maio attacca Salvini: taccia, con lui eravamo all'anno zero

«Salvini taccia invece di fare propaganda». Di Maio risponde per le rime all'ex alleato di governo che sul tema dei migranti attacca l'Esecutivo giallorosso con cui, dice l'ex ministro dell'Interno, sono triplicati gli sbarchi. Il governo attuale, replica Di Maio, sta «affrontando il tema dei migranti con il decreto sui rimpatri perché eravamo all'anno zero».

«Sul dislocamento dei migranti seguiamo semplicemente il suo metodo da ministro degli Interni. Nei 14 mesi di Governo - continua Di Maio - ha ridistribuito i migranti che arrivavano in tutti i centri sul territorio nazionale. È bene che in questi casi si taccia invece che fare propaganda». «Durante i 14 mesi del precedente governo - sottolinea Di Maio - arrivavano continuamente barchini e imbarcazioni e sbarcavano migranti. Le Ong erano il 10%, il 90% erano piccole imbarcazioni. E come è sempre accaduto in questi 14 mesi chi sbarcava veniva ridistribuito nelle diverse regioni d'Italia». Adesso - dice ancora Di Maio - «abbiamo un altro tipo di meccanismo. Oggi chi arriva viene ridistribuito in Europa, chi arriva e non può stare qui deve essere riportato a casa. Ed è per questo con il nuovo decreto del piano rimpatri sicuri accorciamo i tempi per capire se una persona può stare qui o deve tornare a casa, da un anno o due anni a quattro mesi. Se può stare qui - ha concluso - deve stare in tutta Europa».

«Stamattina, come tante altre volte, sui giornali leggo troppi annunci - prosegue poi il ministro degli Esteri - Questo non può essere il governo in cui ogni mattina leggiamo interviste che annunciano qualcosa». Il riferimento è alle interviste pubblicate oggi di Matteo Renzi e Roberto Speranza. «Facciamo e poi diciamolo, vale per tutti gli argomenti. Stiamo lavorando alla legge di bilancio? Scriviamola, diamo ai cittadini i soldi che meritano e poi facciamo tutte le interviste che volete». «Ieri era esattamente un mese dal nostro giuramento - ha continuato - ma non possiamo pensare che i cittadini siano bombardati ogni giorno di interviste in cui si rincorrono gli annunci».

E poi le elezioni in Umbria in cui M5S e Pd corrono insieme per il candidato civico Vincenzo Bianconi: «Non voglio che l'Umbria diventi un trofeo elettorale». «La mia impressione - ha detto Di Maio - è che qualcuno voglia usare l'Umbria solo per sbandierare il giorno dopo le elezioni 'ho vinto, hanno perso' oppure qualcun altro voglia dire che il voto dei cittadini umbri debba essere il modo per rivendicare qualcosa della politica di Roma». «Qui siamo a lavorare per gli umbri e il programma non deve essere un programma di governo a Roma, ma - ha concluso - un programma di governo per queste aree».

Ultimo aggiornamento: 15:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA