Governo, Draghi al Quirinale oggi per sciogliere la riserva già con la lista dei ministri

Governo, Draghi al Quirinale per sciogliere la riserva già con la lista dei ministri
Governo, Draghi al Quirinale per sciogliere la riserva già con la lista dei ministri
di Marco Conti
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Venerdì 12 Febbraio 2021, 10:37 - Ultimo aggiornamento: 17:43

Ci siamo. Dopo giorni di consultazioni e qualche brivido, il presidente del Consiglio Mario Draghi sembra intenzionato a sciogliere la riserva presentandosi dal Capo dello Stato Sergio Mattarella con la lista dei ministri tra oggi. Il “governo dei due presidenti” è quindi pronto a decollare con tanto di passaggio della campanella tra Giuseppe Conte e Mario Draghi mentre per il voto di fiducia occorrerà attendere la prossima settimana. Si inizierà dal Senato probabilmente già dà lunedì.

Draghi, totoministri: Giovannini (Transizione ecologica), Belloni (Esteri) e Ruffini (Economia). Sentito solo il Colle

Partiti al buio

A differenza delle altre volte la lettura dei nomi dei ministri sarà una sorpresa non solo per il pubblico radiofonico o televisivo che seguirà la cerimonia al Quirinale. In questi giorni di trattative ed incontri, quasi nulla è infatti filtrato sulle intenzioni del presidente del Consiglio incaricato, se non l’intenzione di scegliere sulla base delle competenze sia politici che  tecnici. Anche nei partiti è buio pesto, salvo aver compreso che non ci sarà posto per i segretari di partito.

 

La giornata

Dal momento in cui Draghi scioglierà la riserva dipende quello del giuramento del governo tecnico-politico, mentre è quasi certo che il governo si presenterà alle Camere per chiedere la fiducia a inizio settimana prossima a Senato e (Camera dei Deputati). Intanto il governo dimissionario si trova a prendere una decisione attesa e nell'ultimo cdm di Giuseppe Conte arriva il via libera al dl Covid che proroga il blocco degli spostamenti tra le Regioni, anche quelle gialle, dal 15 al 25 febbraio. Il M5s fa invece i conti con il day after del sì a Draghi, che ha causato l'addio di Alessandro Di Battista. A sedare i malumori di dirigenti politici e iscritti (4 su dieci, stando ai numeri forniti ieri dalla piattaforma Rousseau) arriva oggi Luigi Di Maio: «Spero e credo che non sarà un addio». 

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